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ATTUALITÀ ECONOMIA | 12 marzo 2019, 12:22

Due gruppi di lavoro sulla‘inefficienza strategica e operativa’ che ha generato la crisi del Casino

Due gruppi di lavoro sulla‘inefficienza strategica e operativa’ che ha generato la crisi del Casino

Si riuniranno per la prima volta lunedì 25 marzo due gruppi di lavoro composti dai consiglieri regionali della Seconda commissione consiliare regionale ‘Affari generali’ per analizzare le problematiche inerenti gli interventi di ristrutturazione della Casa da gioco di Saint-Vincent e degli appalti di servizi esternalizzati.

“Si tratta in pratica di due ‘sottocommissioni’ – spiega il commissario presidente, Pierluigi Marquis (SA, foto a lato) – una si occuperà della voluminosa documentazione sui lavori edili, l’altra sulle tante consulenze e affidamenti di servizi a ditte esterne così come evidenziato dalla relazione del Cda Brusoni a ottobre. La tempistica non sarà rapida ma andremo a fondo delle diverse questioni, nessuno deve dubitare di questo”.

Nella relazione scritta il 25 ottobre 2018 da Manuela Brusoni - presidente del CdA della Casa da gioco valdostana, dimissionario quello stesso giorno, meno di un mese dopo di aver ricevuto l'incarico dall’allora assessore regionale alle Finanze, Stefano Aggravi – si legge che “le problematiche di natura finanziaria del Casino di St-Vincent derivano dal fatto che l’impresa si trovi in una situazione di inefficienza strategica e operativa”.

Per il Cda Brusoni la gestione Sommo-Scordato prima e, in modo ancora più pervicace, quella venuta dopo ovvero di Giulio Di Matteo, non hanno tenuto conto del fatto che “le esigenze del mercato di riferimento sono purtroppo cambiate rispetto al passato: con l’avvento di internet e dei giochi online, il ‘businness model’ attuale (modello operativo mantenuto dalla gestione della Casa da gioco ndr) determina la perdita di posizioni nel mercato in termini di clienti, ricavi e marginalità. Da un lato infatti i Casino virtuali continuano a incrementare i propri utili e ricavi, grazie anche al forte incremento della domanda; dall’altro i ‘casinò terrestri’ hanno perso gran parte della loro attrattiva”.

Quindi, in pratica, i diversi amministratori avvicendatisi negli ultimi anni alla guida della Casa da gioco avrebbero sistematicamente evitato di prendere coscienza di una crisi la cui soluzione poteva passare solo da un ridisegno generale dei piani di sviluppo.

Oggi martedì 12 marzo al tribunale di Aosta i giudici devono decidere sulla bontà del concordato proposto dall’attuale Amministratore unico del Casino, Filippo Rolando (nella foto).

Un piano che ha preso spunto dai 'suggerimenti’ di rilancio contenuti nella relazione Brusoni: congelare i debiti, ottimizzare il lavoro riducendo il personale, ripensare la Casa da gioco in un’ottica moderna, anche come creatrice di eventi ben al di là della mera organizzazione dei tavoli di gioco.

patrizio gabetti

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