Chez Nous | sabato 25 maggio 2019 07:46

Chez Nous | 09 marzo 2019, 12:11

Révolution des socques 4.0

Révolution des socques 4.0

Forse la politica organizzata valdostana ha toccato il punto più basso  del dopoguerra. Ma non è detto; al peggio non c’è limite. Le forze politiche sono sparite.

Soprattutto da un decennio a questa parte partiti e movimenti da organizzazioni in grado di recepire le istanze dei cittadini e trasformale in progetti e proposte sono scaduti a comitati elettorali che sostengono questo o quel candidato e finita la campagna elettorale abbassano la saracinesca. Terminate le elezioni, infatti, le forze politiche spariscono per lasciare spazio agli eletti che ovviamente operano per interessi di pochi e non già per la comunità tutta.

La politica è diventata personale. Gli iscritti, le sezioni - per chi le ha - la società civile non vengono né considerati né consultati. Tutto è delegato ai magnifici 35 che operano in autotutela. La Valle d’Aosta ha la necessità urgente che partiti e movimenti mettano al centro i bisogni delle persone, a cominciare dai più deboli, con un piano di interventi condivisi con le parti sociali.

In Valle d’Aosta, più che in altre regioni italiane, serpeggia un diffuso malessere dettato dalla rassegnazione provocata dalla decadenza politico amministrativa. Un segnale positivo pare giungere da Rete Civica che la lanciato un appello a persone oneste e competenti per partecipare a un tavolo dei progetti. Infatti, evidenzia Rete Civica, progettare proposte credibili e praticabili non è semplice. Servono idee e suggerimenti, ma occorre mettere in campo anche competenze, saperi, esperienze.

L’ottima idea di Rete civica cozza però sull’immobilità delle altre forze politiche che, in quanto comitati elettorali, hanno perso l’identità e l’orgoglio di essere protagoniste nelle scelte e nel tracciare il futuro della Petite Patrie. La speranza è l’ultima a morire e come ha detto qualcuno ci aspettiamo che tutte le forze politiche dimostrino senso di responsabilità e generosità di fronte ai bisogni dei valdostani e ritrovino l’orgoglio per indicare soluzioni che diano concrete prospettive di sviluppo.

Mai come oggi in Valle d’Aosta, citando lo scrittore, poeta e filosofo francese Paul Valéry, la politica è in primo luogo l’arte di impedire alla gente di immischiarsi in ciò che la riguarda. Di tutto questo la responsabilità è dei partiti e movimenti politici che hanno rinunciato al loro ruolo guida e di indirizzo.

Le forze politiche non hanno capito che i cittadini tirano la cinghia mentre gli eletti  continuano a tirare la corda. Se il giornalista satirico Patrick Jake O’Rourke pensa che le persone che sono sagge, buone, intelligenti, o che lavorano duramente non hanno bisogno di fare politica, hanno un lavoro, è importante che chi ha un lavoro si occupi di politica con orgoglio e passione.

Visto che movimenti e forze politiche, quanto meno in Valle, sono senza orgoglio e si inizi a pensare a una Révolution des socques 4.0

PS: Révolution des socques 26 dicembre 1853 - La rivolta partì dalla bassa Valle suscitando grande preoccupazione nella corte sabauda. In seguito alla promulgazione della legge sulla tassa personale e mobiliare, un gruppo di contadini si radunò a Champorcher e Pontboset per marciare su Aosta. A Hône i rivoltosi si impadronirono delle armi della Guardia nazionale.

piero.minuzzo@gmail.com

Ti potrebbero interessare anche:

In Breve

sabato 18 maggio
sabato 11 maggio
VdA Ita Ue
(h. 12:00)
sabato 04 maggio
Buconerosky
(h. 12:00)
sabato 27 aprile
Buso e tacòn
(h. 12:39)
giovedì 25 aprile
mercoledì 24 aprile
10 dicembre 2018
(h. 07:00)
martedì 23 aprile
Ladri di promesse
(h. 08:00)
sabato 20 aprile
Costumanza
(h. 12:00)
sabato 13 aprile
Front-ex
(h. 12:14)
sabato 06 aprile
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore