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Governo Valdostano | 07 marzo 2019, 09:29

Le procedure per indennizzare gli allevatori per i danni causati dai predatori

Nel corso dell’assemblea del Consiglio regionale di mercoledì 6 marzo 2019, l’Assessore all’Ambiente, Risorse naturali e Corpo forestale Albert Chatrian, rispondendo a due interrogazioni sugli attacchi di predatori a capi di bestiame

Le procedure per indennizzare gli allevatori per i danni causati dai predatori

La norma in vigore per indennizzare i danni causati dai predatori - essenzialmente lupo o cani vaganti -  al patrimonio zootecnico prevede l’erogazione delle somme dovute, in un blocco unico, l’anno successivo al verificarsi del danno.

Generalmente i primi mesi dell’anno viene approvato con Provvedimento dirigenziale l’elenco delle domande di indennizzo istruite con esito positivo nel corso dell’anno precedente. Il Provvedimento Dirigenziale n. 808,  relativo ai pagamenti del 2018, è stato approvato lo scorso 18 febbraio 2018 e in questi giorni sono in atto le liquidazioni degli indennizzi.

Per quanto riguarda invece gli intenti del Governo in merito all’opportunità di rivedere il valore di riferimento per l’indennizzo delle varie categorie di animali di interesse zootecnico, Chatrian ha sottolineato che:

Fatti salvi eventuali limiti di bilancio, gli animali predati vengono ora indennizzati al 100% del loro valore commerciale. La legge regionale 17/2010 prevede che a stabilire il valore commerciale di riferimento sia la Giunta con propria deliberazione. L’ultima Deliberazione di Giunta in tal senso è stata la n. 954 del 17 luglio 2017.

La questione dei valori e della loro eventuale revisione – ha aggiunto l’Assessore Chatrian - è per noi argomento di attualità ed è stata posta all’attenzione delle associazioni rappresentative del mondo agricolo della Valle d’Aosta (Associazione agricoltori-Coldiretti, AREV, CIA, Mouvement Montagne, Associazione Amis Batailles des Reines), nell’incontro che si è svolto lo scorso giovedì 28 febbraio, presso la sede dell’Assessorato Ambiente, Risorse naturali e Corpo forestale, a cui era presente anche il CELVA.

In quella sede, fra le altre questioni, è stato preso l’impegno da parte di tutti i presenti ad effettuare una verifica in merito ai valori stabiliti dalla Deliberazione di Giunta 954/2017, se sono in linea con gli attuali prezzi di mercato oppure no.

L’Assessore Chatrian ha quindi ricordato che è già fissato per il 22 marzo un nuovo incontro con le associazioni agricole.

In quell’occasione – ha concluso Chatrian - la questione potrà essere affrontata e se dovessero emergere delle incongruenze fra i valori fissati nel 2017 e gli attuali valori di mercato si provvederà al loro aggiornamento adottando una nuova DGR di modifica della precedente.

Crediamo che stiamo mettendo in campo impegno e serietà, riteniamo sia importante esserci, affrontare le questioni e, laddove possibile, mettere mano alle regole di modo che possano essere più corrispondenti alle esigenze e alle istanze degli allevatori.

L’Assessore Chatrian è poi intervenuto in merito ai dati relativi al 2018 per quanto attiene i capi di bestiame oggetto di attacchi da predatori.

La legge regionale n. 17 del 15 giugno 2010 – ha poi spiegato Chatrian - prevede che l’Amministrazione regionale indennizzi i danni arrecati dagli animali predatori al patrimonio zootecnico. Per animali predatori si intendono: il lupo, la lince, la volpe e i cani randagi che hanno assunto comportamenti selvatici e per i quali non è possibile risalire al legittimo proprietario. Per patrimonio zootecnico: gli ovini, i caprini, i bovini, gli equini e altre specie di interesse zootecnico, nonché i cani da lavoro, quali i cani da conduzione e i cani da protezione delle greggi.

Nel 2018 sono stati denunciati 54 episodi di attacchi da predatori o presunti tali – ha dichiarato l’Assessore -. Di questi: 18 (pari al 34%) sono attribuibili sicuramente al lupo; 6 (pari all’11%) a cani; 25 (pari al 46%) sono attribuibili a cànidi, non essendo stato possibile distinguere con esattezza se si sia  trattato di lupo o di cane.

Per 5 episodi (9%), invece, gli agenti accertatori non hanno rinvenuto elementi sufficienti ad attribuire la causa della morte degli animali ad un attacco da predatori. Per quanto riguarda gli accertamenti compiuti in base alle denunce, risulta che nel 2018, sono stati accertati 84 casi di predazioni  a danno di ovini, a cui si sommano altri 24 casi in cui non è stato possibile attribuire la causa. Nello stesso periodo i caprini predati risultano 42, a cui si sommano 2 casi in cui non è stato possibile attribuire la causa del danno denunciato.

Per quanto riguarda i bovini – ha concluso Chatrian -, le predazioni accertate a loro carico sono state 24, mentre in altri 14 casi non è stato possibile attribuire le cause dei danni oggetto di denuncia.

Per quanto riguarda gli altri animali considerati potenzialmente predatori del patrimonio zootecnico, la lince e la volpe, non risultano invece episodi di predazione loro attribuiti.

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