CRONACA | lunedì 18 marzo 2019 23:34

CRONACA | 06 marzo 2019, 18:01

Addio a Ida Desandré, 96enne partigiana e deportata valdostana

Ida Desandré

Ida Desandré

La Valle d'Aosta democratica e antifascista è in lutto. Ida Desandré, 96 anni, partigiana e deportata valdostana, testimone coraggiosa e instancabile degli orrori nazisti, è morta oggi all'ospedale Parini di Aosta.

Combattente durante il periodo della Guerra di Liberazione in Valle d'Aosta e in Piemonte, Ida Desandré era stata arrestata dai nazifascisti con il marito, attivista comunista, nel luglio 1944 e in seguito fu deportata prima a Ravensbruck e poi a Bergen Belsen. Il 15 aprile 1945 fu liberata dalle truppe inglesi e partecipò alla lunga, estenuante e tragica marcia delle deportate liberate, molte delle quali morirono di stenti durante il cammino; il marito era stato deportato a Lipsia ed entrambi si ritrovarono dopo la Liberazione.

Ida per decenni è stata impegnata nell'assidua testimonianza della tragedia dell'Olocausto, degli orrori e delle nefandezze compiuti dai nazisti sui prigionieri anche politici. Ha scritti due volumi e ha parlato in occasione di centinaia di eventi, soprattutto rivolti agli studenti. Lascia i figli Lorenzo e Roberto Contardo.

"Ida Desandré rappresentava una vera e propria testimonianza della guerra e di tutte le ingiustizie e i soprusi che sempre la accompagnano - ha commentato il Presidente della Giunta, Antonio Fosson - una donna che senza esitazione partecipò, insieme al marito Giovanni Contardo, alla Resistenza, e per questo motivo, una volta catturata, conobbe il dramma dei campi di concentramento, Ravensbrück, poi Salzgitte e infine Bergen Belsen, dove fu liberata il 15 aprile 1945. E forse, il grande merito di Ida iniziò proprio dal momento in cui cominciò a raccontare la sua storia e a testimoniare la sua deportazione davanti a tanti studenti delle scuole, a tanti cittadini valdostani. Nel 1976 rilasciò la sua prima intervista. Da allora, molte sono state le sue testimonianze e Ida è diventata per tutti noi un grande e prezioso esempio, una voce di coraggio e di rigore morale, ma anche di speranza. Un riconoscimento che la Valle d’Aosta ha voluto rimarcare nel 2007 riconoscendole l’onorificenza di Chevalier de l’Autonomie".

"E' una notizia - ha detto il presidente del Consiglio Valle, Emily Rini - che abbiamo appreso con molta tristezza. Per decenni ha offerto la propria testimonianza per sensibilizzare le persone, in particolare i più giovani, agli orrori della guerra. Ricordiamo ancora la forza di questa donna che si raccontava con una lucidità estrema e meravigliosa, che ci stupiva per il coraggio. Oggi la Valle d'Aosta perde uno dei più grandi interpreti della sua storia contemporanea".

p.g.

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore