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Chez Nous | 26 febbraio 2019, 07:00

Senza identità senza mete

Senza identità senza mete

L'Union Valdôtaine esiste ancora? E se esiste dov’è? E se c’è cosa fa? Tre domande alle quali tanti, troppi, valdostani aspettano la risposta.

Da punto di riferimento, nel bene e nel male, Union Valdôtaine è sparita dal quadrante politico. L’Arva non emette segnali. Come una valanga che si sgretola nel perdere forza Union Valdôtaine perde pezzi e nessuno dice nulla.

Si è rinchiusa nell’angolo e non  pare non voler nemmeno tentare di uscirne. Le sezioni sono scompare. Più nessuno si parla. Nessuno sa cosa fa l’altro. I Consiglieri regionali tacciono. Quelli Comunali altrettanto. Solo un manipolo di sindaci credono ancora nel futuro dell’Uv.

Siamo alla vigilia delle europee e i progetti unionisti sono chiusi in cassaforte. E’ stata approvata una legge elettorale votata all’unanimità ma altrettanto all’unanimità è ripudiata. L’Uv della legge non ha discusso. Le sezioni non sono state investire. Solo una mail del presidente Erik Lavevaz ai "Mes Chers Présidents..." che spiega: "...en considérant que la loi sera votée, de façon transversale, avec la préférence unique, on a décidé de prendre une position claire nous aussi, surtout pour éviter toute instrumentalisation autour de notre mouvement dans ce moment compliqué. Evidemment quand la votation électronique, que notre groupe a demandée, sera introduite, on réévaluera l’éventualité d’un numéro différent de préférences".

Una lettera che evidenzia come l’Uv abbia perso personalità, identità e obiettivi. I tempi dei rendez-vous sono preistoria politica. Oggi  l’ Union Valdôtaine pare essere un eptoplasma; un carrozzone politico. Un carrozzone politico, senza identità e senza storia, frutto delle porte aperte a personaggi in cerca d’autore o vecchi personaggi che hanno già dato il peggio di sé in politica. Il tutto per un pugno di voti in più.

La sconfitta alle regionali, anche se prevista, è comunque cocente. Ha fatto crollare le strategie di un reggimento allo sbando. Lo dimostra il silenzio sull’inchiesta Geenna, in particolare degli 80 iscritti di Nicola Prettico alla sezione di Saint Martin de Corlenas che mal contati sono una dozzina. Per non parlare dello scippo del pensiero di Emile Chanoux ad opera della Lega.

Vediamo una Uv che si croggiola sugli allori del passato. Inutili recriminazioni; inutili analisi sugli errori passati.

Siccome in politica vale il motto ‘primum vivere’, è necessario che il management della fabbrica esca dalla Palazzina e torni a parlare ai valdostani per spiegare progetti e idee. E’ inutile continuare a raccontare il passato.

E’ ora che l’Uv torni a legittimare e valorizzare l’identità politica perché il portatore d’identità è appresentativo di un interesse politico che per il momento ha contribuito a dissolvere nel nulla.  

piero.minuzzo@gmail.com

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