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Casa subito | 26 febbraio 2019, 12:00

CASA SUBITO IN VALLE D'AOSTA: AFFITTO D’AZIENDA

CASA SUBITO IN VALLE D'AOSTA: AFFITTO D’AZIENDA

Grazie al contratto d’ affitto di azienda, il proprietario mantiene il suo status, non vende la sua attività e riceve anche un guadagno (il canone di affitto). Il giovane imprenditore invece non deve fare tutti gli investimenti iniziali, quindi acquisto locale, macchinari, ristrutturazione, licenze, ecc.

E’ una tipologia di contratto con il quale il proprietario di una azienda trasferisce ad un terzo la gestione della stessa in cambio di un canone periodico, mantenendo la proprietà. L’affittuario può liberamente disporre dei beni, avendo solo l’obbligo di riconsegnarli alla fine della durata del contratto nelle medesime condizioni in cui li ha ricevuti.

L’affittuario deve gestire l’azienda senza poterne, ad esempio, modificare la denominazione; deve, inoltre, avere cura dei beni aziendali e garantirne e conservarne l’efficienza e, infine, deve provvedere alle spese di gestione, sia ordinarie che straordinarie, ma allo stesso tempo ha diritto di riscuotere in via esclusiva gli utili che derivano dall’utilizzo dell’impresa.

Per quel che concerne la forma, il contratto di affitto d’azienda deve rivestire quella dell’atto pubblico o della scrittura privata autenticata (dunque un atto notarile) e deve essere registrato, entro 30 giorni dalla sua conclusione, nel Registro delle Imprese.

L’affittante ha l’obbligo di rispettare il patto di non concorrenza. Se questo non avviene l’affittuario può chiedere la risoluzione del contratto per inadempimento ed il risarcimento del danno.

Se il locatore ha la partita IVA, nelle fatture di riscossione del canone bisogna applicare l’IVA al 22%. L’affittuario deve pagare l’imposta di registro con importo fisso pari a 200 euro oppure pari all’1% se il valore dei fabbricati affittati supera quello dei beni strumentali (art. 35 del D.L. 223/06). Se il locatore affitta tutta l’azienda e sospende la partita IVA, il conduttore non paga l’IVA ma solo l’imposta di registro pari al 3%. Nel caso che  nel contratto di affitto sono ben distinti i beni immobili dal resto, sulla parte immobiliare si paga il 2% di imposta di registro e sulla restante parte il 3%. Quando l’affitto scade, l’azienda torna ad essere del locatore che può riattivare la partita IVA.

Maggiori informazioni in agenzia, al n. 329 2130660 o all'indirizzo email immobiliarediemozi@gmail.com

  

 

 

Patrizia Diemoz

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