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Salute in Valle d'Aosta | 24 febbraio 2019, 20:28

A Saint Vincent, per iniziativa di Card, confronto sul Piano Nazionale Cronicità

Il Convegno Card organizzato in collaborazione con la Federazione Italiana Medici di Medicina Generale (Fimmg) ha richiamato l’attenzione dei professionisti della salute, ma anche dei decisori politici, rispetto al problema della gestione della cronicità favorendo la diffusione nei servizi territoriali dell’importanza della lotta alle disuguaglianze

A Saint Vincent, per iniziativa di Card, confronto sul Piano Nazionale Cronicità

La prevenzione di condizioni che complicano la cronicità, la corretta scelta del trattamento terapeutico, il migliorare la qualità di vita dei pazienti e dei caregivers, diventano, nella presa in carico globale del paziente cronico, elementi  imprescindibili per il mantenimento di un sistema sostenibile. Questo e tanto altro lo prevede il Piano Nazionale della Cronicità 2016, documento fortemente voluto dalle associazioni dei cittadini e condiviso dalle Regioni, "nato dall’esigenza - spiega Federica Duò, Presidente Card VdA - di armonizzare a livello nazionale la presa in carico del paziente cronico e di ridurre l’impatto economico che tale gestione ha sul SSN".

Ad oggi infatti l’80% delle risorse del SSN sono impiegate per la gestione della cronicità L’’impegno, nelle due giornate  del convegno, sarà quello di dare importanza  ai PDTA che, all’interno del Piano Nazionale della Cronicità vengono considerati come strumento principe per migliorare la qualità ed efficienza delle cure, ridurne la variabilità superando logiche prestazionali frammentate e garantendo appropriatezza al maggior numero di pazienti in un’ottica di lavoro multiprofessionale e di rete.

Il lavoro multidisciplinare e di rete, quando soddisfa il criterio della giusta percezione dei bisogni e del giusto esito delle cure offerte, può essere uno strumento di riduzione delle disuguaglianze e il “corretto” protagonista per raccordare al meglio cure ospedaliere, ambulatoriali, domiciliari e residenziali.

"L'obiettivo finale - spieda la Presidente di Card - è ridurre eventi evitabili in persone con malattie di lunga durata (temine che CARD vorrebbe sostituire con quello di “cronicità”, perché quest’ultimo può indurre rassegnazione e passività, anziché proattività)".

Sempre in riferimento alla gestione della cronicità rivestono una grande importanza, anche, le COT (Centrali operative di Contunuità ospedale territorio) che rappresentano il luogo di prima analisi del bisogno, di attivazione delle risorse appropriate e di programmazione degli interventi garantendo la continuità assistenziale.

Nelle giornate del 22 e 23 febbraio sono stati approfonditi, da diversi relatori con rilevante esperienza legata alla gestione della cronicità, temi cardini per lo sviluppo e l’implementazione a livello Nazionale del Piano della Cronicità e che per la loro importanza richiedono, ormai in modo non più procrastinabile, l’intervento di una sanità di iniziativa che corrisponde a un modello assistenziale di gestione delle malattie croniche che non aspetta il cittadino in ospedale (sanità di attesa), ma gli “va incontro” prima che le patologie insorgano o si aggravino, garantendo interventi adeguati e differenziati in rapporto al livello di rischio, puntando anche sulla prevenzione e sull’educazione.

Come è prassi consolidata negli eventi CARD, la priorità è l’ascolto della voce dei Distretti; grande è l’impegno di tutte le Presidenze delle Associazioni Regionali a raccogliere contributi scientifici utili per migliorare il grado di “salute” dei Servizi.

red. san

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