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CRONACA | 19 febbraio 2019, 11:14

Rete videosorveglianza per tutelare la comunità e punire i 'furbetti' della raccolta differenziata

La rete video è collegata alla sala operativa della Questura aostana

La rete video è collegata alla sala operativa della Questura aostana

E' già attivo un 'grande occhio' istituzionale che tutto vede e che presto potrebbe vigilare su strade e piazze dei 74 comuni valdostani.

Ad Aosta sono 114, al momento, le telecamere di videosorveglianza installate da Inva, di proprietà del Comune e collegate h24 ai monitor della centrale operativa della Questura. A Fenis sono 14 e saliranno a 20 entro fine anno; le Amministrazioni di Courmayeur, Nus e Saint-Marcel hanno già aderito al progetto -  per un totale di circa 60 telecamere - e altri Comuni lo faranno a breve.

La nuova rete di videosorveglianza dalle molteplici funzioni è stata presentata oggi dal Questore di Aosta, Andrea Spinello; dal sindaco di Aosta, Fulvio Centoz; dal sindaco di Fenis, Mattia Nicoletta (nella foto in ordine da dx) e dagli ingegneri di Inva Spa, la società valdostana di innovazione e tecnologia che ha realizzato la rete. "Per noi il sistema di sorveglianza sarà utilissimo anche per individuare le violazioni nel conferimento dei rifiuti ai cassonetti della differenziata", ha spiegato Nicoletta, ipotesi fatta propria anche dal sindaco del capoluogo: "Questo è certamente un modo intelligente e pratico di servirsi della videosorveglianza, anche Aosta ne farà tesoro". Le immagini registrate dalle videocamere saranno conservate sette giorni e poi definitivamente cancellate, tranne quelle utili a fini investigativi, preventivi e sanzionatori.

"Rispettiamo assolutamente la privacy dei cittadini - ha sottolineato il Questore Spinello - ma la rete di videosorveglianza così com'è organizzata ci apre a diverse possibilità operative: penso al pedinamento video di una persona sospetta, della quale possiamo seguire gli spostamenti in città, o all'accertamento in tempo reale della commissione di un reato sul quale è possibile intervenire immediatamente e senza perdere le tracce del responsabile. Poi, va detto che per gli agenti impegnati nel turno di notte alla centrale operativa le immagini in rete potranno costituire un valido strumento per restare svegli...".

Le immagini 'catturate' dall'impianto video potranno anche costituire elemento di prova in dibattimento, ma hanno dei limiti: al di là della conservazione limitata a sette giorni per quelle 'innocue' o non catalogabili come notizia di reato (e se lo dovessero divenire dopo non potranno comunque essere recuperate), le registrazioni non sono utilizzabili per sanzionare irregolarità nelle Ztl. "La rete in dotazione alla Polizia locale è altra cosa - hanno spiegato questore e sindaco di Aosta - ha un'omologazione diversa; per le infrazioni in Ztl o al Codice della strada vale benissimo l'impianto video della 'Locale'".

p.g.

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