CULTURA | mercoledì 20 marzo 2019 09:09

CULTURA | 18 febbraio 2019, 09:30

In Vietnam, nel Dinh Hoi (l’Anno del Maiale)

In Vietnam,  nel Dinh Hoi (l’Anno del Maiale)

E’ un sogno, o meglio, una perla o una meraviglia dichiarata patrimonio dell’Umanità dall’Unesco; e l’incenso  -   più di ogni altra cosa: la gommoresina, quella bruciata al tempio confuciano della Letteratura  -   lo può far intuire.

Con interesse, i turisti che arrivano dalla vicina Hanoi alla baia di Halong, la visitano affascinati  -   in transito  -   per le Thousand Islands: in realtà più di tremila isolotti che si innalzano dalle acque color smeraldo della baia. Le isole verdissime, con dirupi a strapiombo, ma anche con grotte misteriose e spiagge di fine sabbia bianca di bellezza incantevole, si ammirano comodamente a bordo di un’imbarcazione in rotta per Dong Thien Cung, dove attendono cavità decorate con stalattiti e stalagmiti particolari.

Attualmente è la natura e non l’uomo a dominare la vita dell’arcipelago di rocce calcaree, originato  -  secondo leggenda  -   «dai colpi dati sul terreno da una lunga e poderosa coda di drago, poi inabissatosi nel mare». Per vivere le antiche storie della tradizione bisogna però rientrare a Hanoi. Qui, tra l’odore inebriante d’incenso che s’innalza lentamente in volute di fumo, richiamando luoghi e tempi remoti dominati da giganti, è bello assistere ad uno spettacolo unico al mondo dove gli attori sono delle marionette in legno che, accompagnate da suggestive musiche, si muovono e danzano sull’acqua raccontando l’ignoto, il fantastico, il mito… L’indirizzo?

 Il teatro del Lago della Spada Restituita; la superficie acquea con l’isola del tempio della Montagna di Giada. Non dimenticare però di vedere la pagoda “a pilastro unico”, eretta nel 1049, di fronte alla pagoda di Dien Huu, e il Quartire Vecchio, con la cattedrale neogotica di san Giuseppe e gli edifici coloniali francesi. Il mausoleo di Ho Chi Minh (1975), a memoria eterna del rispettabile Bac Ho, fondatore della Repubblica Socialista del Vietnam, è da vedere, prima di recarsi ai varchi d’imbarco del Noi Bai Airport per volare a Ho Chi Minh City (HCM City), già Saigon.

Oltre il fiume Saigon, tra le vele delle giunche e gli alberi dei mercantili che risalgono dal Mar della Cina…

Si può uscire dall’hotel nell’alba che comincia appena a scuotere i venditori di «tutto» sulla strada. Il traffico è intenso, i risciò non mancano, mentre i commerci decollano in performance sorprendenti «perché Pechino sta spostando in quest’area di mondo parte della produzione». A proposito: anche per il made in Italy il Vietnam rappresenta una vera stella; una calamita delle nostre esportazioni di ben il 37%. E già i visitatori se ne accorgono riflettendo sulla marea di gente giovane (il 60% della popolazione vietnamita ha meno di 40 anni!) che li circonda. Costellata da numerosi grattacieli, ristoranti e negozi lussuosi, HCM City, è un mix di moderno spirito imprenditoriale e conservazione di un ricco e stratificato passato. Curioso visitare le pagode in stile cinese di Quan Am e Thien Hau; interessante la cattedrale neoromanica di Notre Dame e l’edificio delle Poste disegnato da Gustave Eiffel, sulla via del luogo sacro taoista di Chua Ngoc Hoang; ma per cogliere appieno lo spirito del luogo, ci si dovrà perdere tra i banchi del grande mercato di Ben Thanh, già progettando un blitz al mercato galleggiante di Cai Be, nel delta del Mekong.

In quell’ ambiente fatato, nell’arsura del giorno, l’odore pungente di pesce stagna pesante nell’aria, mescolandosi a quello di mille-sconosciuti raccolti marini. Motoscafi e sampan gravidi di mucchi di alghe appiccicose, oloturie raggrinzite e calamari essiccati, giacciono sotto un fumo agrodolce di aromatizzanti con chiodi di garofano. Sotto lo specchio d’acqua, i lunghi  e tentacolari “rami” di piante acquatiche e le foglione di luc binh (giacinti d’acqua) ondeggiano seguendo una corrente di sudovest. Phu Quoc, l’isola vietnamita nel golfo di Thailandia, attende da quelle parti, con splendide rene di polvere fossile. All’orizzonte, sull’antico fondo di un mare arretrato… la Cambogia…

Notizie in valigia 

Documento di frontiera. Passaporto con validità superiore  ai sei  mesi dalla data di partenza. Portare due fototessera.

Come arrivare. In aereo, con Singapore Airlines, da Malpensa a Hanoi, via Singapore.

Dove mangiare e dormire. A Hanoi: Hanoi Pearl Hotel; a Halong Bay: Victory Cruise; a Huè: Midtown; a Hoi An: Belle Maison Hadana; a HCM City: Eden Star; a Can Tho: Iris Hotel; a Phu Quoc Island: Evason  Ana Mandara. 

La gastronomia. E’ indipendente, al sentore sino-francese, ma assolutamente  unica e inconfondibile. Una caratteristica che fa eco alle diverse sfiziosità ai fornelli espresse dai gusti del Nord, Centro e Sud del Paese. I cibi vietnamiti sono accomunati da piatti serviti con salse di pesce fermentato, arachidi, soia o agrodolci. Squisita la frutta e i dolcetti ipocalorici all’alga agar-agar. Unico: l’infuso di foglie di pandano. Una sorpresa anche per chi conosce i gusti del Sudest asiatico.

Richiami turistici. A Hanoi: il Van Mieu, tempio confuciano della Letteratura; i musei dell’Esercito e delle Etnie; il tempio taoista Quan Thanh, dedicato al Genio (Tran Vu), protettore del Nord; i ficus, vere cattedrali arboree di tronchi e di radici pensili. A Halong Bay, sul Tonchino: gli allevamenti perliferi e l’ambiente fantasmagorico di isole e faraglioni, tra foschie e suggestioni. La scoperta in giunca. A Huè: la cittadella imperiale e gli scorci sul fiume dei Profumi. A Hoi An: l’atmosfera fascinosamente esotica, le pittoresche stradine e le splendide pagode; la stazione archeologica di Myson e il museo dell’arte Cham a Danang. A HCM City: la pagoda di  Quan Am, la cattedrale di Notre Dame, l’edificio delle poste disegnato da Gustave Eiffel, il museo dei Crimini di Guerra; Dong Khoi Street, antica rue Catinat dei coloni francesi; le botteghe del quartiere cinese di Colon; la crociera sul fiume, nella massa caoticamente fluttuante di imbarcazioni illuminate. E poi: i tunnel e la fortezza sotterranea Vietcong  di Cu Chi; il mercato galleggiante di Cai Be; il delta del Mekong; le escursioni in barca sino ai laboratori delle caramelle al cocco e della carta di riso. A un’ora di volo da HCM City: Phu Quoc Island con le piantagioni di pepe, l’arcipelago An Thoi, le spiagge e la meraviglia delle costruzioni in legno nello stile Hoi An.

Acquisti. Articoli d’artigianato, pietre, sete, bronzi, quadri d’incanto (Dai Viet Co. , Chì Linh Town, tra Hanoi e Halong Bay) e perle di coltura della Pearl Farm di Halong.

Info turistiche. Vietnam Tourism, 80 Quan Su Street, Hanoi, tel. 0084.4.39423760.

In calendario. Il Vietnam, come in un tour targato Metamondo, tel. 041.8899333.

pietro semino

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