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Chez Nous | 16 febbraio 2019, 12:00

Serenità rassicurazione decidere

Serenità rassicurazione decidere

La Valle d’Aosta ha bisogno di serenità!

Il Popolo Valdostano aspetta rassicurazione!

La Politica e le Forze politiche devono decidere!

La Valle d’Aosta, il Popolo Valdostano, la Politica e le Forze politiche devono iniziare a sporcarsi le mani reagendo ad una situazione che ci sta asfissiando.

Tutta la Valle d’Aosta, tutti i Valdostani, il Popolo valdostano sono come un pugile suonato al limite del ko che si regge in piedi perché è appoggiato alle corde dell’angolo. Ma è in questo momento che si vedono gli statisti.

L’atmosfera è permeata da un senso di oppressione, di forte fastidio, di sfiducia. Solo il Savt di Alessia Démé pare aver attenzione per i Popoli Fratelli e senza Stato.

Sarebbe importante riflettere sulle parole di Guccini che ha composto quel fantastico poema dio è morto che pare profetico alla situazione che viviano in Valle d'Aosta. Per meglio comprendere l'attualità del testo basterebbe sostituire dio con Valle d'Aosta.

“Ho visto

La gente della mia età andare via; Lungo le strade che non portano mai a niente; Cercare il sogno che conduce alla pazzia; Nella ricerca di qualcosa che non trovano; Nel mondo che hanno già, dentro alle notti che dal vino son bagnate; Lungo le strade da pastiglie trasformate; Dentro le nuvole di fumo del mondo fatto di città; Essere contro ad ingoiare la nostra stanca civiltà; E un dio che è morto; Ai bordi delle strade, dio è mort; Nelle auto prese a rate, dio è morto; Nei miti dell'estate, dio è morto;

Mi han detto

Che questa mia generazione ormai non crede; In ciò che spesso han mascherato con la fede; Nei miti eterni della patria o dell'eroe; Perché è venuto ormai il momento di negare; Tutto ciò che è falsità, le fedi fatte di abitudine e paura; Una politica che è solo far carriera; Il perbenismo interessato, la dignità fatta di vuoto; L'ipocrisia di chi sta sempre con la ragione e mai col torto; E un dio che è morto; Nei campi di sterminio, dio è morto; Coi miti della razza, dio è morto; Con gli odi di partito, dio è morto;

Ma penso

Che questa mia generazione è preparata; A un mondo nuovo e a una speranza appena nata; Ad un futuro che ha già in mano; A una rivolta senza armi; Perché noi tutti ormai sappiamo; Che se dio muore è per tre giorni e poi risorge; In ciò che noi crediamo, dio è risorto; In ciò che noi vogliamo, dio è risorto; Nel mondo che faremo, dio è risorto”.

Appunto: la nostra Petite Patrie è morta, ma siamo convinti che potrà risorgere. Basta crederci. Basta fare. Basta sporcarsi le mani. L’importante è guardare verso nuovi orizzonti.

Guardare verso una Petite Patrie Governata da competenti. Amministrata da onesti. Gestita senza prelazioni ideologiche. Condotta con la passione per il prossimo.

Siamo alla vigilia delle Elezioni Politiche e nessuno dice nulla. La Valle d’Aosta è allo sbando. Tolti i partiti stato nazionali: Lega e 5 Stelle che hanno obbiettivi già stabiliti da Salvini e Di Maio, i movimenti regionalisti sono silenti, quasi si vergognassero ad uscire allo scoperto.

L’inchiesta Geenna ha messo in ginocchio tutte, o quasi, le forze politiche tutti perché chi non è ancora stato colpito teme in entrare nei tempi supplementari o in una nuova inchiesta.

La Valle d’Aosta ha bisogno di serenità.

Il Popolo Valdostano aspetta rassicurazione.

La Politica e le Forze politiche devono decidere.

Alcide De Gasperi diceva che: “La differenza fra un politico ed uno statista sta nel fatto che un politico pensa alle prossime elezioni mentre lo statista pensa alle prossime generazioni".

Oggi pare di avere a che fare solo con politici; anzi politichini che pensano solo a  come salvaguardare le rendite di potere e le poltrone.

Eppure il nostro futuro è nelle mani dell’Europa ed il nostro destino lo possiamo scegliere a seconda delle scelte che faremo per l’Europa. Chez nous = Chez Europe. È questo il nostro porto. Ha ragione Carlo Calenda, l’ex ministro per l’Economia che ha scritto il Manifesto per la costruzione di una lista unitaria delle forze europeiste, nel quale sottolinea che “Per la prima volta dal dopoguerra esiste il rischio concreto di un’involuzione civile e democratica nel cuore dell’Occidente, la cui diretta conseguenza è il rafforzamento dei sistemi autoritari che sembrano assicurare maggiore protezione e capacità di risposta alle paure dei cittadini. La battaglia per la democrazia è iniziata, si giocherà in Europa, e gli esiti non sono affatto scontati”.

La Valore della nostra Autonomia è al minimo storico; al limite dell'annientamento.

Forse confrontarsi con il Manifesto di Calenda può rasserenare, rassicurare, ma soprattutto far decidere.

piero.minuzzo@gmail.com

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