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CISL VdA | 13 febbraio 2019, 08:49

Reddito cittadinanza. Cgil, Cisl, Uil: "Preoccupazioni Regioni condivise. Inspiegabile il taglio dei fondi ai centri per l'impiego"

Reddito cittadinanza. Cgil, Cisl, Uil: "Preoccupazioni Regioni condivise. Inspiegabile il taglio dei fondi ai centri per l'impiego"

"Le preoccupazioni rappresentate dalle Regioni  sono in gran parte condivisibili e sono in sintonia con quanto Cgil, Cisl, Uil hanno rappresentato in sede di Audizione alla Commissione Lavoro del Senato".  Così in una nota congiunta Cgil Cisl Uil al termine dell'incontro informale, svoltosi stamani con una delegazione degli assessori regionali per affrontare le criticità rispetto al ruolo che i centri per l’impiego e i cosiddetti navigator avranno con l’avvio del Reddito di Cittadinanza.

"La centralità attribuita dal Decreto istitutivo del RdC ai centri per l’impiego  - si legge nella nota - deve essere sostenuta, oltrechè da adeguati investimenti in personale, anche da investimenti in infrastrutture materiali ed in formazione.  A tale proposito non capiamo la diminuzione dello stanziamento per il funzionamento dei centri per l’impiego rispetto alle previsioni contenute nella Legge di Bilancio. In questa logica, siamo molto preoccupati per l’idea che tale rafforzamento possa, invece avvenire attraverso l’assunzione con contratti di collaborazione di navigator da parte di Anpal Servizi, società  in cui opera già un numero consistente di precari (654 unità che rappresentano il 60% dell’organico), che da anni vedono ingiustamente disattese le loro garanzie di stabilizzazione frutto di intese e di accordi contrattuali, anche per non disperdere la loro professionalità.  Questa  - sottolineano - è una condizione che rischia di alimentare ulteriormente e con numeri abnormi il bacino di precari presenti in ANPAL Servizi".

"Al contempo  - proseguono Cgil, Cisl, Uil - riteniamo sia necessario fare più chiarezza e rendere maggiormente espliciti gli ulteriori interventi finanziari, visto che le necessità dei centri per l’impiego non sono solo rappresentate dal pur consistente incremento del numero di addetti. Resta comunque complicato il fatto che un solo strumento possa dare risposte esaustive al fenomeno complesso come quello della povertà, che ha bisogno invece di percorsi diversificati che non possono essere risolti prevalentemente con la sola presa in carico da parte dei centri per l’impiego"-  concludono Cgil, Cisl e Uil.

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