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ATTUALITÀ POLITICA | 07 febbraio 2019, 12:00

Foire de Saint Ours et défilé!

Foire de Saint Ours et défilé!

E' finita anche la fiera di San Orso. In Valle dopo la Fiera, vuoi per tradizione, vuoi per il clima che si fa più mite, per le giornate che si allungano, tutto sembra ripartire.

Bisogna dire che la ripartenza quest’anno è stata rallentata da alcuni fatti tra la cronaca nera, la politica ed il malaffare. Episodi che ci hanno fatto capire che certi fenomeni potrebbero svilupparsi anche da noi. Uso il condizionale, perché ad oggi le indagini sono in corso ed i processi ancora da svolgere.

Saranno le autorità preposte: magistratura ed organi inquirenti, a farci capire il grado di gravità del fenomeno. Dalla lettura dei giornali, il fenomeno non è da minimizzare, ma da analizzare con serietà.

Come sempre, c’è chi vuole cavalcare i fatti; sia in buona fede, perché si sente investito di una qualche missione salvifica; sia in malafede, per torbidi tornaconto politico elettorali. Io consiglierei a tutti, di lasciar lavorare chi lo sta già facendo, con serietà...

Ho poca speranza nelle analisi fumose delle commissioni del consiglio regionale. In Italia, quando si vuole che una cosa si fermi, si crea una commissione o si nomina un consulente.

Volete un esempio...la commissione per la riforma elettorale, sembrava che tutti fossero d’accordo e poi non era così?
Per i recenti fatti cos’hanno fatto?  Per prima cosa hanno nominato un avvocato. Ma non esiste  l’avvocatura regionale...almeno si risparmierebbero un po’ di denari... Questo avvocato cosa dovrà fare, non si capisce... intanto l’abbiamo nominato poi si vedrà...

Lasciamo perdere l’ultima vicenda dell’Emergency Manager, in cui Fosson ha perso qualche passaggio, ma oltre alle dichiarazioni del presidente, mi chiedo, ma esistono  i dirigenti in Regione, esisteva o esiste un capo del personale, esiste?

Sembra che in Regione ci siano più di 100 dirigenti.

È necessario ricominciare dai piccoli passi quotidiani per ridare fiato e dignità a questo Consiglio regionale. E si può proprio ripartire anche dalla Fiera.

Un avvenimento che, una volta all’anno, ci fa veramente sentire comunità. Un appuntamento, a cui tutti cerchiamo di partecipare, per condividere l’atmosfera di festa, di amicizia, dove il vero popolo c’è  e partecipa.

Ci sono: gli artigiani, i veri protagonisti, i volontari del soccorso e della protezione civile per la gestione dei vari aspetti organizzativi; tutte le forze dell’ordine, le polizie municipali di tanti paesi della Valle e non solo, che gestiscono insieme alla nostra forestale ed ai vigili del fuoco professionisti e volontari, l’ordine della viabilità e le emergenze; i commercianti ed i cittadini di Aosta che aprono le cantine e trasformano la città, per una volta, in una vera Aosta turistica; le Proloco, di tanti comuni, che ci fanno gustare i prodotti tipici e potrei continuare perché l’elenco è lungo.

In pratica siamo tutti o quasi  a Sant Orso, chi in fiera o chi alla Veillà.

Questa è la vera festa della Valle d ‘Aosta,  perché è sentita dai Valdostani,  non è qualcosa di freddo e artificiale come le recenti feste della VdA. Feste che si tengono al chiuso, con i soliti addetti ai lavori( Sindaci, Consiglieri Regionali e autorità varie) ma senza i Valdostani.

Cerchiamo però di mantenere  Sant’Orso e non roviniamolo con tristi passerelle politiche! Sant Orso deve rimanere Sant Orso! Eliminiamo quella squallida passerella, di autorità varie, che dall’Arco d’Augusto attraversa tutta la Fiera! Manteniamo solo il momento formale alle Porte Pretoriane, con il posizionamento della Bandiera della Foire e la benedizione alla presenza delle massime autorità.

Eliminiamo questa inutile parata....è sufficiente seguire la parata “politica”per alcuni istanti, per cogliere le reazioni della gente, vi assicuro che non sono di giubilo! Vietiamo poi,  se non ci arrivano i responsabili dei movimenti politici, qualsiasi manifestazione e/o volantinaggio di colore partitico e politico durante la Foire!La Fiera è degli artigiani e del Popolo Valdostano!

Anche da questi piccoli gesti la politica e le istituzioni possono recuperare, poco a poco,  credibilità.

Antoine Labarde

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