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CULTURA | 05 febbraio 2019, 08:45

Alla scoperta di Panama (e via inebriando)

Alla scoperta di Panama  (e via inebriando)

Una maratona gastronomica  per celebrare la cucina dell’istmo tra i due oceani nel  Paese del famoso canale che unisce in modo strabiliante l’oceano Pacifico all’oceano Atlantico.

Panamá, «ponte del mondo» o come recita anche il suo nome nella lingua indigena «luogo dove nascono le farfalle», in ogni ora del giorno si profuma di cibo e cibi per la gioia di quanti desiderino immergersi nell’essenza gourmet  della Festa delle feste della nazione più vivace e cosmopolita del Centroamerica. In particolare Città di Panama, ormai destinazione culinaria must, offre (sempre!) l’occasione di apprezzare piatti locali e stranieri di veri talenti del settore in uno scenario suggestivo; eccellente… Comparse di chef multistelle dell’universo latinoamericano  -   loro competizioni dal vivo - ma anche lezioni dedicate alla biodiversità in cucina e a dimostrazioni sorpresa, rappresentano l’altra metà della Fiesta.

Nel rifugio giusto per rilassarsi tra spiagge di borotalco e mare  -  dove è sempre estate  -  la Feria -Fiesta può aiutare a far scoprire luoghi remoti e città impensate. 

On the road lungo itinerari fluidi, veloci, misti asfalto-sterrato, si può sempre vivere l’ebbrezza di un rombante e decorato diablo rojo  -  il mezzo di trasporto più comune, variazione sul tema del pulmino-jeep  -  quasi inseguendo il mito di Carlos Fuentes, famoso per la vita di viaggi e per quella sua ricetta per restare giovane: «Lavorare tanto e avere sempre un progetto da realizzare».

Scrittore-giornalista messicano nato a Panamá, a parte, è nell’area di Panamá Viejo dell’attuale Panama City che si può incontrare la Panamá coloniale (fondata dagli Spagnoli nel 1517 e distrutta dai corsari di Henry Morgan nel 1671) ricca di fascino e suggestioni antiche.

Il Fuerte de la Natividad e il Mercado de Artesanía sono tappe obbligate sulla via di Calle Cincuantenario…

Per il Teatro Nacional (1904), presentato come un’emulazione della Scala a firma di Renato Ruggieri, ci si dovrà spostare in Casco Viejo, circoscrizione di San Felipe, e «città interna»(1673) con i quartieri popolari di Santa Ana e El Chorrillo. Panamá El Cangrejo, dove hanno sede le banche e  le multinazionali, gli hotel esclusivi e le residenze di lusso, appare al di là della baia irta di grattacieli modellanti la giovane identità urbana del Paese

Siamo a pochi chilometri di distanza dal Cerro Ancón, ex territorio amministrato dagli Usa, e dal Mi Pueblito, con riproduzioni di villaggi di tre gruppi nativi; l’isola di Taboga e Balboa (sbocco o entrata del canale, sul Pacifico) non sono lontane.

La tentazione di attraversare le altre diverse «città» contenute nella Ciudad de Panamá è grande. Intrigante, però, è la vegetazione tropicale; onnipresenti, come minuscole farfalle sospese sul ponte delle Americhe, certe acute macchie di colori vivaci in movimento come murales itineranti.

«Si tratta di decine di diablos rojos,  -  dirà l’autista-accompagnatore  -  le esagerate sgommanti vetture del posto amate dagli escursionisti». In una parola: turisti di ogni nazionalità e condizione che, come un esercito di termiti pazienti si apprestano a conoscere Panamá e i suoi volti nascosti.

Dalla capitale: il lago Gatún, Gamboa e il Parco de la Soberania, il rio Chagres e il Canale con un dislivello totale di 27 metri, inaugurato nel 1920; le chiuse di Miraflores e le comunità indigene degli Embera Drua…

Non servono scuse per volare nell’arcipelago delle San Blas (Kuna Yala) o nelle terre emerse di Bocas del Toro, verso il Costa Rica. Rispettivamente a 25/60 minuti d’aereo dalle piste dell’aeroporto dei voli nazionali di Panamá-Albrook,  i due gruppi insulari sul Caribe  -  entrambi ricoperti da una chioma rigogliosa di palme da cocco  -  offrono splendide opportunità  di praticare immersioni, snorkelling e nuoto in acque di straordinaria bellezza e lagune azzurre ombreggiate come nelle cartoline. Nella Panamá risparmiata da uragani, cicloni e altre calamità naturali.

Notizie in valigia

Documenti. Passaporto con validità minima di 6 mesi dalla data di ingresso nel Paese.

Come arrivare. In aereo, con i voli Iberia , KLM  e Lufthansa via i rispettivi hub europei.

Dove mangiare e dormire. A Città di Panama: American Trade Hotel, Las Clementinas; oltre la capitale, a Playa Blanca, a un centinaio di chilometri dall’aeroporto di Tocumen, sul Pacifico: Hotel RIU. A Gamboa: Hotel Gamboa. Sul lago Gatún: Hotel Meliá . A San Blas: Isla Coco Blanco. A Bocas del Toro: Laguna Azúl.

A tavola. Tortillas di farina di mais fritte nel burro; ceviche de pescado, filetti di pesce crudo marinato; carimañolas, frittelle di yucca  -  un tubero simile alla patata  -  ripiene di carne macinata o formaggio; patacones, rondelle di plátano (banana verde da cuocere) salate e saltate; riso con pollo; molluschi e crostacei a volontà. Ottime le tajadas, fettine di banane caramellate con l’aggiunta di cannella. Da sorseggiare: pipa, acqua di cocco fresco ,  chicha, succo di mais fermentato e… l’ottimo caffè!

Richiami turistici. A Città di Panama: le fortificazioni, la cattedrale, le molte chiese (di San José, Santo Domingo, San Francesco), il palazzo presidenziale, i molti musei, l’arcipelago delle Perle , il Nuovo Canale e il vecchio tracciato del canale, lungo 80 chilometri, da compiersi in treno, pullman o in battello sino al terminale di Cristóbal, sull’Atlantico. Oltre la capitale: la città e il cratere vulcanico di El Valle, il verde della Cordigliera, la foresta pluviale, i tipici villaggi indios, la giungla del Darién, le moltissime isole-quasi atolli con spiagge e fondali da fiaba; fauna e flora autoctone, folclore.

Acquisti. I caffè unici , “caratterizzati” e  il classico cappello di Panama; e poi:  patch-works e molas, stoffe, multicolori; figure in pietra vulcanica; cutarras, sandali in cuoio; oggetti di tagua (un seme di palma definito “avorio vegetale”); riproduzioni di antiche armi tradizionali e prodotti etnici di buona qualità. Zona duty free a Colón.

Info. Visit Panama, Avenida Balboa&Alquilino, BICSA Financial Center, 29th Floor, Panama City, Panama.

pietro semino

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