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Governo Valdostano | 29 gennaio 2019, 21:27

Le Regioni alpine fanno fronte comune sulla gestione dei grandi carnivori

Trento ha ospitato la riunione degli assessori e dei rappresentanti delle regioni Veneto, Lombardia, Friuli Venezia Giulia, Liguria e Valle d’Aosta, e delle Provincia autonome di Trento e Bolzano, sulla gestione dei grandi carnivori. A rappresentare la Valle d’Aosta, l’Assessore regionale all’Ambiente, Risorse naturali e Corpo forestale, Albert Chatrian, che già nei giorni scorsi aveva portato all’approvazione della Giunta regionale l’adesione al Progetto LIFE WolfAlps, assieme al dirigente Paolo Oreiller

Foto WWF

Foto WWF

Un ulteriore, importante tassello nella gestione dei grandi predatori, "poiché noi, Regioni alpine, dalla Liguria fino al Friuli, abbiamo stabilito di fare fronte comune, anche perché le criticità sono molto simili, e di fare rete". L'assessore regionale all'Ambiente, Albert Chatrian, commenta l'esito dell'incontro tra le regioni alpine sul Progetto LIFE WolfAlps. Per CHatrian (nella foto) è infatti importante "mettere tutti insieme in evidenza sul tavolo del Ministro quelle che sono le problematiche e per assumerci ulteriori responsabilità nella gestione del predatori, mettendo in campo le migliori azioni e misure per la convivenza tra predatore, allevatori e allevamenti e l’uomo stesso".

Nel corso dell'incontro Nessuno mette in dubbio - come si legge nella nota conclusica - il valore della biodiversità delle nostre montagne e dei nostri territori alpini, così come non ci permettiamo di contravvenire alle normative europee, che condividiamo.

A fronte però di una densità di lupi ed orsi, tale da generare situazioni oggettive che fanno venir meno la sicurezza delle popolazioni e rappresentano una fonte costante di danno per le attività economiche, chiediamo di avere la possibilità di attivare azioni condivise di prevenzione, gestione e prelievo dei grandi carnivori.

Va considerato che episodi ripetuti di predazioni, molti dei quali in prossimità di centri abitati ed aree turistiche, stanno minando la sostenibilità di aziende zootecniche che operano in ambiente montano. 

red. pol.

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