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Consiglio Valle | 18 gennaio 2019, 10:30

Necessaria nuova e più razionale gestione ‘ambasciata’ VdA a Parigi

Chiara Mineli e Alberto Bertin

Chiara Mineli e Alberto Bertin

“Sulla Maison du Val d'Aoste di Parigi, bisogna passare dalle parole ai fatti”. Lo chiedono nella sostanza Chiara Mineli e Alberto Bertin, Consiglieri regionali del gruppo Rete Civica-Alliance Citoyenne, con una mozione che sarà discussa nella prossima adunanza consiliare convocata per il 23 e 24 gennaio 2019. L’iniziativa intende impegnare il Governo regionale affinché Finaosta Spa realizzi, entro 45 giorni, uno studio finalizzato a una diversa gestione della sede di rappresentanza della Valle nella capitale francese.

Maison du Val d’Aoste di Parigi è una struttura che mette a disposizioni spazi per iniziative utili a promuovere la cultura, l’imprenditoria e l’enogastronomia della nostra regione.

“Già nel gennaio del 2017 - spiega il Consigliere Alberto Bertin - il Consiglio regionale aveva approvato all'unanimità una mia mozione che impegnava la Giunta ad attivarsi presso le associazioni des Émigrés valdôtains e presso gli operatori economici valdostani potenzialmente interessati ad una promozione nell'area parigina delle proprie attività al fine di affidarne agli stessi la gestione. Il testo chiedeva anche di ridurre ulteriormente la spesa sostenuta dalla Regione, e nell'impossibilità, a procedere all'alienazione dell'immobile che ospita la Maison du Val d'Aoste”.

Lo scorso gennaio, poi, il Presidente Fosson rispondendo ad una interpellanza illustrata da Bertin ha riferito che Finaosta sta studiando la questione e che ha incontrato gli operatori economici i quali, pur manifestando interesse, hanno dichiarato la propria impossibilità di un coinvolgimento diretto nella gestione della Maison du Val d'Aoste.

“Noi crediamo – sottolineano Chiara Mineli e Bertin - che sia giunto il momento di agire, sono passati già due anni dall'approvazione della mozione”.

L’ambasciata costa oltre 300 mila euro all'anno,  per la quale in questi sette anni la Regione ha investito oltre 7 milioni di euro,  con delle ricadute che non sono all'altezza della situazione. “Le sempre minori risorse finanziarie a disposizione del bilancio regionale, che hanno peraltro generato tagli in molti servizi anche di primaria importanza, impongono – secondo Mineli e Bertin – un intervento concreto in settori come questo, dove l'impegno deve essere collegiale se esiste un interesse reale.»

red. pol.

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