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SANITÀ, SALUTE E STARE BENE | 14 gennaio 2019, 10:36

Maxi manifesto contro la legge regionale di contrasto all’azzardopatia

In alcune spazi pubblicitari è stato affisso un maxi manifesto di sei metri per tre che contesta la legge regionale contro l’azzardo patia

Maxi manifesto contro la legge regionale di contrasto all’azzardopatia

Un mega manifesto semplice, con una grafica essenziale ma efficace tanto che sul bianco, come le epigrafi, è scritto in nero il de profundis per circa 300 addetti al settore delle gioco d’azzardo. Per i curiosi un manifesto campeggia sul muro di contenimento della ferrovia sulla sinistra della salita di via Paravera che porta alla Cidac.

Il manifesto non indica la proprietà, ma  i bene informati dicono sia opera di un tsateillonen. Ovviamente ognuno è libero di esprimere la propria opinione, ma come dice Vincenzo Caminiti, Presidente della Commis - sione Affari sociali del Comune di Aosta, “Ora il dovere di tutti noi è di tutelare tutti con le rispettive famiglie: sia quelle degli azzardopatici, che inevitabilmente spesso finiscono per perdere il posto di lavoro a causa della malattia che di quelli che perdono il posto di lavoro per la diminuzione del reddito derivante dalle macchinette, ma credo sia ben chiara a tutti la differenza tra le due situazioni, sia sociale sia numerica”.

Il Consigliere comunale Caminiti è uno dei paladini della lotta all’azzardopatia ed è stato proprio lui a dare via, nel 206, ad una campagna di sensibilizzazione che ha portato il Comune di Aosta ad emanare un primo regolamento.

Consigliere Caminiti come è nato il regolamento comunale?

“Abbiamo preso il meglio  di vari regolamenti già vigenti nei comuni italiani e giovandoci della collaborazione e delle indicazioni del direttore del SERD, dott. La Martora e del presidente della associazione di lotta all’azzardopatia Miripiglio, signor Trentin”.

Che diceva il dottor La Martora?

“Indicava come essenziale la diminuzione e l’interruzione del tempo di esposizione alle slot; il regolamento nasce quindi con degli orari ben precisi: spente fino alle 9 di mattina per tutelare sia i ragazzi che i lavoratori, dalle 12 alle 15 e dalle 19 alle 21 per permettere che almeno nei momenti del desinare le famiglie stiano insieme”.

Successivamente il comune di Aosta ha chiesto al CELVA di elaborare per un regolamento che, partendo da quello di Aosta, andasse su tutti i comuni per non creare un “pendolarismo dell'azzardo”.; perché solo ora la la protesta? “Perché la Regione ha fatto di più emendando la sua stessa legge sulle distanze da luoghi sensibili e rendendola efficace da subito, di fatto spegnendo tutte le slot situate a distanze minori da quelle previste dai luoghi sensibili”.

Che ne pensa del maxi manifesto con il quale c’è è chi ringrazia ironicamente ironicamente per i posti di lavoro persi nel settore del gioco d'azzardo.

“Io penso che il dovere tutti noi è tutelare tutti con le rispettive famiglie: sia quelle degli azzardopatici, che inevitabilmente spesso finiscono per perdere il posto di lavoro a causa della malattia, che di quelli che perdono il posto di lavoro per la diminuzione del reddito derivante dalle macchinette, ma credo sia ben chiara a tutti la differenza tra le due situazioni, sia sociale sia di numeri”.

Per Caminiti “è facile capire che mentre l'azzardopatico, come chiunque soffra di dipendenza, è restio a dichiarare il suo problema pubblicamente per il tipo di reazione sociale che consegue al suo status, la protesta per il mancato reddito è pubblica e immediata”.

Insomma siamo come alla perdita di posti di lavoro per la lotta alle lobby del tabacco che tante morti hanno causato?

“Ma forse era più facile per il malato di cancro denunciare la sua malattia. Malattia, l'azzardo, considerata troppo a lungo un vizio, uno stato di colpevolezza del malato e persino della di lui famiglia”.

Oggi, però, c’è una diversa sensibilità…

“Sì. Finalmente la società, di fronte ai numeri e ai fondi spesi per le cure, ai suicidi, si è avviata a riconoscere la vera natura di questa terribile patologia. Le soluzioni che procurano facile reddito, per essere buone, devono essere sostenibili. E la sostenibilità, come la liceità, cambiano con la constatazione dei danni e con la crescita della consapevolezza sociale”.

Quindi leggi e doveri uguali per tutti?

“L’ho già affermato in commissione prima e al momento del voto dopo in consiglio comunale, che le regole devono valere per tutti, proprio perché la limitazione all’attività imprenditoriale dei gestori di Slot è dovuta alla tutela della salute, ed alla difesa di malati, quindi nessuno può esserne esentato”.

Ed il casinò?

“Dato che è evidente l’esigenza di non spostare un azzardopatico da una sala all'altra, ne consegue che anche la sala slot del Casinò della Vallée debba essere trattata in egual modo, altrimenti si darebbe l'impressione di favorire qualcuno in violazione della concorrenza e di prendere in giro i valdostani e soprattutto le famiglie che vivono questo dramma”.

Quindi cosa si deve fare?

"Occorrono decisioni consapevoli e coraggiose, le stesse che ogni malato vorrebbe a tutela della salute propria e dei suoi cari, tanto più quando la sua voce è limitata: chi conosce i problemi non deve aver paura di affrontarli svolgendo con onestà il proprio ruolo al servizio della comunità”.

pi.mi.

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