Panta Rei | mercoledì 26 giugno 2019 06:50

Panta Rei | 08 gennaio 2019, 09:30

Ignoranza valore aggiunto

Ignoranza valore aggiunto

Sull’idea balzana di far fare un corso ai consiglieri per saper fare i consiglieri per fortuna è già stato detto di tutto. Dico per fortuna, perché significa che una delle poche risate di gusto che questo triste periodo ha prodotto non è venuta solo a me.

Risata, peraltro, a denti stretti in quanto, quando certi personaggi si presentarono anni fa sulla scena politica con lo slogan che suonava più o meno “dilettanti orgogliosi di esserlo”, quasi che l’ignoranza fosse un valore aggiunto, mi venne ben poco da ridere.

Più che altro ebbi un moto di sgomento per le conseguenze che un simile baldanzoso e irresponsabile affacciarsi al mondo della politica avrebbe potuto avere sulla società. Conseguenze che adesso sono sotto gli occhi di tutti e di cui abbiamo pagato pegno con il caos assoluto che regna nella politica valdostana e, soprattutto, nella nazione.

Come poteva non essere chiaro che, se non conosci i meccanismi dell’amministrazione che vuoi amministrare, non puoi permetterti di fare promesse assurde, che non sarà neppure nelle tue competenze mantenere? E che solo un precipitoso dietrofront a orecchie basse, in un silenzioso barlume di dignità, potrà salvarti da gaffe imbarazzanti, se avrai la fortuna che il danno non sia già stato fatto?

Ed ecco il punto.

Che vuoi che sia un corso di addestramento per una decina di novellini che credevano che per salvare la Vallée bastasse rivoltarla alla sanfasò, oggi siamo qua e domani andiamo di là? Il corso lo imporrei a tutti gli attuali vertici politici dello Stato! Per quelli che promettono uguaglianza sociale a gogò, senza specificare che il livellamento sarebbe verso il basso, cioè tutti più poveri, tutti più furbetti, tutti più ignoranti,perché a questo punto conviene, e al diavolo i diritti acquisiti in una vita dalle persone oneste.

Per quelli che oggi fanno proclami e domani devono correggere i compiti malfatti, che fanno la lista della spesa e poi si ritrovano il portafoglio vuoto e devono chiedere l’argent de poche a noi, che vorrebbero infonderci sicurezza nel domani ma maldestramente non fanno che rendere sempre più nebuloso il futuro.

Come qualcun altro ha detto su queste pagine, secca un po’ pensare che un tale corso sarebbe a nostre spese. Ma sapete che c’è? Che se fosse per prescriverlo a tutti, anche a quelli che stanno a Roma, un’una tantum la pagherei volentieri.

Purché per tutta la durata della scuola non si facciano né vedere né sentire, loro incatenati ai libri e noi sprofondati in una corroborante e rilassante pace sociale!

panta Rey

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