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ATTUALITÀ POLITICA | 08 gennaio 2019, 05:00

Su decreto sicurezza Giunta Fosson muta come un pesce

Su decreto sicurezza Giunta Fosson muta come un pesce

Mentre si allarga il fronte delle Regioni pronte a ricorrere alla Corte Costituzionale contro il salviniano Decreto Sicurezza la Giunta Fosson tace. Mentre nel resto d’Italia il dibattito è alle stelle in Valle d’Aosta la questione è ignorata e tutti i politici sono muti come pesci. Fulvio Centoz, sindaco di Aosta ha detto non condivido ma mi adeguo come un pecorone, senza portare il problema all’esame dei capigruppo. Forse è più interessato adare l’adesione alla manifestazione pro tav piuttosto che occuparsi di un problema sociale di prima grandezza.

Ad una prima lettura, infatti, il decreto presenta disposizioni che vanno ad impattare su competenze regionali quali salute, assistenza sociale, diritto allo studio, formazione professionale e politiche attive del lavoro e l'edilizia residenziale pubblica.

Ma la Giunta Fosson, che pure dovrebbe avere a cuore salute, assistenza sociale, diritto allo studio che rientrano nella sfera della solidarietà e sono concetti di eguaglianza umanitaria, tace. Forse condivide il decreto dignità? Oppure non ha avuto tempo di approfondirlo?

I valori cristiani che tanti politici nostrano non esitano ad esibire dovrebbero richiamare al senso di responsabilità e all’assunzione di prese di posizioni chiare ed inequivocabili. O forse qualcuno, per non indispettire la Lega, è tentato di abbandonare al loro destino i migranti?

Infatti il decreto salviniano prevedendo l'eliminazione dei permessi di soggiorno per motivi umanitari e del diritto di residenza ai richiedenti asilo potrebbe creare un vero e proprio 'caos' applicativo su materie di competenza regionale.

pi.mi.

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