CULTURA | mercoledì 19 giugno 2019 19:35

CULTURA | 03 gennaio 2019, 10:00

Charvensod: Là-bas, au fond, omaggio ai Charvensolins partiti per il fronte

Per la regia di Alessandro Stevanon su sceneggiatura della compagnia teatrale Digourdì, in collaborazione con Chiara Bernardi, Ronny Borbey e Giancarlo Tellolie con interpreti Jordy Bollon, André Comé, Paolo Cima Sander e Sophie Comé, il video è ispirato a fatti realmente accaduti e liberamente tratto dal romanzo Gène e gli altri di Giancarlo Telloli

Charvensod: Là-bas, au fond, omaggio ai Charvensolins partiti per il fronte

Oltre 200 persone hanno risposto all’invito e la presentazione del cortometraggio Là-bas, au fond svolta nella sala BCC Gressan, offerta dall’Amministrazione di Gressan. Nel suo intervento, il sindaco Ronny Borbey ha spiegato: “Nel 2015 la nostra Amministrazione ha iniziato un percorso di ricerca nell’ambito del centenario della Prima guerra mondiale. Volevamo ricordare i nostri compaesani partiti al fronte per combattere una guerra assurda, nella quale nulla rientrava nella normalità quotidiana a cui all’epoca la popolazione era abituata.

Nemmeno la lingua era normale. A complicare infatti la situazione, già di per se non facile, si aggiungeva la difficoltà linguistica: i soldati parlavano comunemente i dialetti e l’italiano, lingua ufficiale sulla carta, non lo era però nei fatti.

Nel 2015, dunque, una mostra è stata allestita in Municipio, per mostrare i volti dei soldati che hanno combattuto e di quelli che non sono tornati. Il piazzale antistante la chiesa è stato poi intitolato ai soldati delle due guerre mondiali.

Nel 2016, è iniziata un’analisi più attenta dei documenti, dei fogli matricolari, dei documenti conservati nell’archivio comunale, con l’intento di creare un fondo relativo alla Grande guerra. Quei dati, quelle informazioni sono diventate parte di un racconto che, partendo da fatti reali, facesse emozionare ma, nello stesso tempo, riflettere. È nato così il romanzo Gène e gli altri: la storia di Eugène Lucianaz, il più giovane soldato di Charvensod, classe 1899. E poi siamo arrivati al cortometraggio odierno”.

La presidente dei Digourdì Marlène Jorrioz ha evidenziato il fatto che, sebbene il motto della compagnia teatrale sia “voglia di ridere e di far ridere”, in questo caso si sono cimentati con una narrazione tragica, che li ha avvicinati alla storia del loro paese e li ha fatti riflettere sul non senso della violenza e della guerra.

Alessandro Stevanon ha detto che, con la regia, ha girato il mondo ma lavori come questo, legati alla storia locale, sono quelli che danno una grande soddisfazione perché narrano storie vere, interpretate da attori che le sentono perché fanno parte del loro attaccamento al territorio.

Giancarlo Telloli ha sottolineato come da una ricerca storica si sia arrivati a un libro e a un cortometraggio, strumenti per raccontare la storia in modo più emozionale.

red. spe.

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore