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ATTUALITÀ POLITICA | 24 dicembre 2018, 08:00

L'Autonomia della Valle d'Aosta e l'attualità della Carta di Chivasso

Autonomie 4.0 'Tout le monde parlait de la nécessité de rassembler. Mais autour de quoi, dans un cadre politique ou tous se définissent autonomistes? Notre comité est né pour chercher une réponse à cette question, dans la tentative d’actualiser les valeurs du ’45 au monde du 4.0'

Momenti dell'incontro svolto alla Bcc di Aosta il 19 dicembre 2018

Momenti dell'incontro svolto alla Bcc di Aosta il 19 dicembre 2018

“Il federalismo è il quadro più adatto a fornire le garanzie [dei diritti individuali e collettivi] e rappresenta la soluzione [ai] problemi delle piccole nazionalità […], e la definitiva liquidazione del fenomeno storico degli irredentismi, garantendo nel futuro assetto europeo l'avvento di una pace stabile e duratura”.

Dans une des longues soirées du désormais lointain mois de juillet, nous nous sommes retrouvés autour de ces mots pour nous ressourcer, après deux débâcles électorales, la perspective de gouvernements fragiles fondés sur majorités chancelantes, après avoir entendu proclamer en t-shirt noire que la Vallée d’Aoste était pourrie mais qu’avec l’aide des amis de Milan et de Rome on l’aurait redressée. Et donc, frappés, sonnés, mis en question, nous nous sommes retrouvés pour discuter de notre futur et pour nous faire avant tout un examen de conscience.

D’où repartir? Tout le monde parlait de la nécessité de rassembler. Mais autour de quoi, dans un cadre politique ou tous se définissent autonomistes? Notre comité est né pour chercher une réponse à cette question, dans la tentative d’actualiser les valeurs du ’45 au monde du 4.0.

Notre première réponse a donc été le fédéralisme, c’est pourquoi dans notre manifeste nous avons écrit que « La redécouverte du principe de subsidiarité doit […], en partant des communautés locales, inspirer un processus de révision rationnel et partagé des fonctions et des compétences, en rééquilibrant les rapports aux niveaux communal, régional, national et européen. La dimension européenne représente en particulier un repère incontournable pour nos aspirations et nos valeurs.»

L’Europa è in crisi.

Le prossime elezioni saranno probabilmente cruciali per il suo futuro. La nostra valle rischia di giungere a questo appuntamento esausta e distratta dalla prospettiva politica locale e di perdere un’occasione fondamentale per presentarsi in un agone dove rischiano di prevalere le voci di coloro che vorrebbero un ritorno agli stati nazionali - di fatto un nuovo irredentismo, per usare proprio le parole della dichiarazione di Chivasso - che ci vedrebbe tornare ad essere periferici. Dobbiamo davvero svegliarci!

Dai tempi di De Tillier la Valle d’Aosta non vuole essere al di qua o al di là delle alpi, vuole essere carrefour d’Europe: e se vogliamo un’Europa che ci rappresenti, che rappresenti le persone e le loro comunità dobbiamo tornare a parlarci, dobbiamo approfittare di serate come questa per informarci e per discuterne tra noi.

Come sosteniamo anche nel nostro manifesto, il nostro è un territorio difficile, che richiede uno sforzo comune per essere gestito. Le nostre comunità hanno saputo attivare nel tempo degli strumenti solidaristici per affrontare le difficoltà: dalle consorterie alle corvée, dai vigili del fuoco volontari alle scuole di villaggio, il tutto in un contesto di sostegno famigliare e inter-famigliare (per esempio, la cura degli orfani e degli invalidi).

Questa storia deve ispirare oggi un’azione comune per ricostruire relazioni fiduciarie, con la riscoperta dei legami solidaristici. La nostra tradizione di autogoverno non ha mai significato isolamento. Una comunità non può bastare a sé stessa, deve anche essere libera di scegliere il proprio futuro.

I valori federalisti e di autodeterminazione sono dunque quanto mai di attualità. Federarsi significa unirsi e non chiudersi. Prima di molti altri abbiamo detto “La Vallée d’Aoste avant tout”: non pensiamo di chiedere a Trump e ai suoi amici i diritti d’autore perché riteniamo che questo slogan non si declinasse nel riconoscere diritti ai soli “Valdôtains de souche” o a quelli residenti da un certo numero di anni, ma nel dare a tutti coloro che vivono la nostra valle la possibilità di crescere e primeggiare per i loro meriti.

Ci permettiamo di pensare che fosse questa la chiave di lettura che avrebbe dato Emile Chanoux quando affermava che « Il y a des peuples qui sont comme des flambeaux, ils sont fait pour éclairer le monde ; en général ils ne sont pas de grands peuples par le nombre, ils le sont parce qu'ils portent en eux la vérité et l'avenir.»

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Autonomie 4.0, associazione informale di liberi cittadini, si è fatta promotrice di una riflessionesulle sfide che l’Europa contemporanea pone anche ad una piccola regione alpina consapevoledel suo ruolo storico di mediazione tra grandi aree politiche, culturali e linguistiche, ai piedi delMonte Bianco, centro simbolico del vecchio continente.

Il 19 dicembre, 75° anniversario della Dichiarazione di Chivasso, uno dei momenti cardinedella Resistenza e del riconoscimento dei diritti e dell’originalità delle popolazioni alpine, si è tenuto ad Aosta un importante incontro aperto alla popolazione.

Obiettivo dell'incontro  stimolare una vasta riflessione che ponga le basi per una rinnovata convergenza dell’intero mondo autonomista e che possa anche essere il primomomento di una fattiva e coraggiosa valutazione sulla possibilità di una candidatura unica del fronte autonomista valdostano alle elezioni europee del 2019.

All’evento “La Vallée d’Aoste et le Défi Européen” collaborano: Alpe, Area Democratica –Gauche Valdôtaine, Europeisti Popolari Autonomisti Valdostani, Pour Notre Vallée, Stella Alpina, Union Valdôtaine, Union Valdôtaine Progressiste.

Autonomie 4.0

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