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INTEGRAZIONE E SOLIDARIETÀ | 21 dicembre 2018, 17:23

Una gara di solidarietà per la vita di Rebecca Russo

Una gara di solidarietà per la vita di Rebecca Russo

La Cittadella dei Giovani di Aosta ospita oggi l’evento organizzato dal liceo delle Scienze Umane Regina Maria Adelaide per aiutare la 15enne romana Rebecca Russo, che da tre anni vive in Valle ed è afflitta da rare e potenzialmente letali patologie.

La gara di solidarietà è stata organizzata per raccogliere fondi destinati a una trasferta medica alla Mayo Clinic nel Minnesota, specializzata nelle cure al morbo di Behçet. Il viaggio, gli esami e le prime terapie costano 40 mila euro, una mazzata per la famiglia Russo che mensilmente deve recarsi al Bambin Gesù a Roma per le cure di sostegno.

La giovane però non si è persa d'animo e ha avviato una raccolta fondi sulla pagina Facebook ‘Una speranza per Rebecca’ . Migliaia di euro sono già stati raccolti dopo che il caso di Rebecca ha iniziato a essere reso pubblico dai media e tanti ancora dovranno arrivare: la festa organizzata oggi in Cittadella ha lo scopo di raccogliere più fondi possibli. Spettacoli, lotteria benefica e vendita delle torte preparate dalle compagne di classe di Rebecca. Chiunque può partecipare per sostenere la raccolta di fondi.

E’ anche possibile fare una donazione libera sulla pagina Facebook ‘Una speranza per Rebecca’ oppure effettuare un bonifico bancario sul conto corrente intestato alla mamma Alessandra Isabel, codice Iban IT42X0858701211000110193695 o ancora, ricarica Postepay numero 5333171041257946 (codice fiscale da indicare SBLLSN78L48A326Z).

L’appello di Rebecca

"Ciao a tutti! Mi chiamo Rebecca, ho 15 anni e sono originaria di Roma, anche se vivo ad Aosta da circa 3 anni, da sola con la mia mamma.

Da quando sono nata, vivo e convivo con gravissimi problemi di salute. Per lungo tempo non è stato possibile capire di cosa soffrissi e solo negli ultimi anni ho avuto una diagnosi precisa. E cosi oggi la mia malattia ha un nome ed è riconosciuta dalla Sistema Sanitario Nazionale. In realtà, si tratta di una serie di patologie ancora poco conosciute che presentano sviluppi molto gravi che interessano il sistema respiratorio, reumatologico, digestivo, visivo e cardiaco. Le patologie principali sono definite con alcune sigle “strane”: Morbo di Behçet e CRMO.

Senza entrare troppo nei dettagli, quando queste patologie iniziano ad aggravarsi, con alta probabilità si può arrivare a incorrere in trombi, infarto, emorragia intracranica, cecità, paralisi e addirittura, nei casi peggiori, la morte. E io non voglio morire. Voglio vivere. Ed è per questo che ho avviato questa raccolta fondi. Voglio curarmi e so che solo con il tuo aiuto posso farcela.

Voglio vivere, nonostante i sintomi invalidanti attuali, e voglio continuare a sognare, esercitandomi nelle mie più grandi passioni che sono: fare la modella, l'attrice e...tifare per la Roma mangiando pop-corn.
Voglio vivere e quindi non smetto mai di ricercare possibili soluzioni e cure alla mia malattia. Così, insieme a mamma, tra ricerche e informazioni varie, siamo venute a conoscenza della Mayo Clinic Rochester, un centro all'avanguardia nella ricerca e trattamento di queste "simpatiche" patologie.

Il centro, però, si trova in Minnesota, negli Stati Uniti. Ecco perché ho deciso di raccogliere fondi: voglio andare alla Mayo Clinic per capire se esistono altre cure, alternative o complementari che siano, rispetto a quelle che già stiamo facendo. Lì avrò accesso a nuovi accertamenti e trattamenti che potrebbero darmi una vita decisamente migliore così come sta succedendo ad altre persone che hanno avuto la fortuna di andarci. E in ogni caso, saprò di averci almeno provato e di aver fatto tutto il possibile per la mia vita.

Farsi seguire da questa clinica, ovviamente, costa veramente tanto: 650€ per ogni visita, 2.500€ per una serie di complessi esami genetici e 6.500€ per una risonanza magnetica. Il “preventivo” fornito dalla direzione della clinica Mayo a mia mamma è di circa 40.000€, tutto compreso.

Siamo quasi alla fine di questo mio scritto. Ebbene, forse non ci conosciamo e non ci conosceremo mai di persona, eppure so che se sei arrivato a leggere fino a qui, potrò contare sul tuo grande cuore e sono sicura che farai il massimo per aiutarmi a vivere. Anche solo pochi euro faranno una grande differenza per me e la condivisione della raccolta farà il resto.

I 7228 km che mi separano dalla clinica e dalla mia nuova vita sembrano tanti ma sono certa che con il tuo contributo presto riuscirò ad annullare questa distanza. Grazie!"

i.d.

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