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CISL VdA | 14 dicembre 2018, 18:42

Lavoro «Governo intervenga: 150.000 lavoratori a rischio nei settori elettricità, gas e rifiuti»

Lavoro «Governo intervenga: 150.000 lavoratori a rischio nei settori elettricità, gas e rifiuti»

«Sono 150.000 gli addetti a rischio nei settori elettricità, gas e rifiuti. È quanto accadrebbe da marzo 2019 se il Governo non dovesse intervenire sulla disciplina delle concessioni contenuta nel Codice degli Appalti». È l’allarme che lanciano le Cooperative Elettriche Italiane Storiche in occasione dello sciopero nazionale dei lavoratori della categoria, indetto dalle sigle sindacali per lunedì 17 dicembre.

«L’art. 177, comma 1 del Codice degli Appalti, prevede, infatti – fanno sapere nella nota le Cooperative Elettriche – che le imprese del gas e dell’elettricità debbano mettere a gara una quota pari all'80% di tutti i loro lavori, servizi e forniture di importo superiore a 150.000 euro. L’obbligo è stato però esteso per via interpretativa anche ai lavori che le imprese concessionarie svolgono con i propri dipendenti. Ciò vuol dire che l’impresa è obbligata ad esternalizzare ed a smembrare l’80 per cento della propria attività: una imposizione incomprensibile ed irragionevole, non prescritta dalle direttive europee e censurata dallo stesso Consiglio di Stato, che l’ha ritenuta incostituzionale».

«Imporre una gara è un conto, imporre lo smembramento di un’impresa è un altro. Rischiamo un pesante contraccolpo occupazionale e perdita di professionalità nelle aziende del gas e del settore elettrico – dicono Cooperative Elettriche Italiane Storiche – se il governo non dovesse intervenire». 

«Se la norma dovesse applicarsi molte società si trasformerebbero in un sol colpo in piccole società appaltatrici, costrette a licenziare la maggior parte dei propri dipendenti, disperdere competenze e dequalificare servizi essenziali per la comunità, privandole altresì di quegli investimenti necessari per modernizzare le infrastrutture energetiche, con un abbassamento generale dei livelli di sicurezza. È senza dubbio – conclude la nota – una misura irrazionale, da scongiurare ad ogni costo».

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