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CRONACA | 13 dicembre 2018, 14:41

Processo Longarini: avvocato teste dell'accusa nega pressioni corruttive

Pasquale Longarini

Pasquale Longarini

"Ho incontrato due volte il pm Pasquale Longarini su mia richiesta ed esclusivamente per chiedere conto dell'andamento delle indagini nei confronti del mio assistito; mai ho 'trattato' con lui qualsivoglia tipo di accordo extraprocessuale". Lo ha detto oggi in un'aula del Palazzo di Giustizia di Milano l'avvocato di Como Roberto Craveia, testimone dell'accusa nel processo contro l'ex procuratore di Aosta Pasquale Longarini, difeso dall'avvocato del foro di Aosta Claudio Soro; l'imprenditore alimentare Gerardo Cuomo (titolare del Caseificio Valdostano, legali Maria Rita Bagalà e Gilberto Lozzi) e il commerciante e albergatore valdostano Sergio Barathier (titolare dell'Hotel Royal&Golf di Courmayeur, difeso dal legale aostano Jacques Fosson), imputati in rito abbreviato davanti al gup Guido Salvini del reato di induzione indebita a dare o promettere utilità (A Longarini sono contestati anche la rivelazione di segreto d'ufficio e il favoreggiamento).

Secondo le indagini della Procura milanese, Longarini "abusando delle sue qualità o dei poteri di pubblico ufficiale" in quanto stava trattando "un procedimento penale a carico di Barathier per gravi reati fiscali, che si è concluso con la sua assoluzione, "in accordo con Cuomo, sollecitava" il primo "ad effettuare  forniture di prodotti dal Caseificio valdostano" per l'Hotel Royal. Cosa che andò a buon fine in quanto "in effetti Barathier procedeva, assumendo ordini del valore di circa 70-100 mila euro".

Craveia era stato per alcuni anni il legale difensore di Barathier; secondo il pm Polizzi, l'avvocato comasco avrebbe ricevuto 'pressioni' da Longarini per convincere l'albergatore ad acquistare i prodotti di Cuomo in cambio di un 'alleggerimento' della posizione penale dello stesso Barathier. L'avvocato in aula non ha negato  di aver incontrato il magistrato ma ha affermato di non aver mai ricevuto richieste che potessero configurare ipotesi corruttive.

Quanto all'accusa di rivelazione del segreto d'ufficio e favoreggiamento, Longarini, nell'aprile 2015, "in qualità di pubblico ministero", avrebbe aiutato Cuomo "ad eludere le investigazioni condotte dalla Dda di Torino" in un "procedimento penale" in "materia di criminalità organizzata, rivelandogli" di essere "sottoposto ad intercettazioni telefoniche, informazione che il pm aveva appreso dai carabinieri di Aosta per ragioni del proprio ufficio, in quanto titolare di procedimenti collegati".

Dopo la testimonianza, il giudice Salvini ha aggiornato l'udienza all'8 febbraio 2019 per le requisitorie finali e la lettura della sentenza.

 

p.g.

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