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Chez Nous | venerdì 07 dicembre 2018, 05:00

L'Araba fenice al Governo della Valle d'Aosta

Per sfiduciare Nicoletta Spelgatti, Baccega, Bertschy, Bianchi, Borrello, Certan, Chatrian, Daudry, Farcoz, Fosson, Marquis, Morelli, Nogara, Restano, Rini, Rollandin, Sorbara, Testolin e Viérin sono ricorsi alle loro cose non fatte

L'Araba fenice al Governo della Valle d'Aosta

A leggere la mozione di sfiducia della probabile Giunta Fosson c’è da rabbrividire. C’è da rabbrividire perché si comprende nella pochezza della mozione di sfiducia che si è trattato di un’operazione poltronifica. C’è da rabbrividire perché per sfiduciare Nicoletta Spelgatti denunciano le cose da loro stessi non fatte. Infatti dei firmatari della mozione solo tre non hanno fatto parte di passate Giunte: Marco Sorbara (Uv), Daudry (Uvp) e Morelli (Alpe). Tutti Gli altri hanno ricoperto, alcuni fino all'altro ieri, incarichi di governo.

Una mozione di sfiducia che dimostra la pochezza della proposta politica è l’assenza di un vero progetto anche se di breve termine. Certo è positivo che i 18 abbiano agito per evitare che l’incapacità e l’inesperienza politico amministrativa, ma dovevano quanto meno indicare tre prioità per poter andare al voto a inizio 2020 con al primo posto il casino.

I 18 firmatari si dicono “Consci dell'attuale preoccupante politica regionale, caratterizzata da un sostanziale immobilismo dell'azione amministrativa che ad oggi impedisce di fornire risposte adeguate ai tanti problemi che affliggono la Valle d'Aosta”. E fin qui tutto oue. Ma quando scrivono che “La Valle d'Aosta è affetta da una grave crisi economica, occupazionale, sociale e culturale, che ha contribuito a generare nella popolazione un senso di sfiducia nei confronti delle istituzioni e della politica in generale” è un’autocritica deprimente perché non si può certo imputare alla Giunta Spelgatti la situazione descritta.

E quando fanno riferimento alla “rilevante contrazione del bilancio della Regione, causata dal venire meno di importanti entrate, oltre che dall'obbligo per la nostra comunità di concorrere in maniera eccessiva al ripianamento del debito pubblico italiano, ha di fatto provocato un arretramento generale della pubblica amministrazione, indebolendo quello che, fino a qualche anno fa, rappresentava il principale baluardo contro la precarietà” è cosa vecchia. E se è vecchia cosa hanno fatto i firmatari per evitare la sciagura.

Sempre loro dicono che “si è così giunti alla crisi di settori, che un tempo erano traino dell'economia valdostana, quali l'agricoltura, l'edilizia e l'industria, oltre che di aziende che costituivano un volano importante per il territorio, come la Casa da Gioco di Saint-Vincent”. Tutta roba vecchia di anni di ritardi.

E ancora: “Tutto questo è aggravato da mancanze strutturali come le evidenti carenze del sistema dei trasporti e della mobilità. Le cure poste in essere non sono risultate sempre efficaci, arrivando a trasmettere, tanto nella popolazione quanto in parte della classe politica, un senso di diffusa rassegnazione”. Più che rassegnata la popolazione è incazzata.

E ora i 18 hanno la pretesa “di fornire risposte adeguate ai tanti problemi che affliggono la nostra comunità”. Nelle 525 parole che hanno utilizzato per scrivere le motivazioni che giustificano la sfiducia, non un riferimento al Popolo Valdostano; mai citata la peculiarità e la cultura della Petite Patrie, mai un riferimento ai giovani, nessuna proposta concreta per risolvere i problemi che loro stessi hanno contribuito a creare o quanto meno ad aggravare.

E’ pur vero che i 18 dicono “di avere a cuore la Valle d'Aosta e tutti i suoi abitanti, di credere nel confronto e di opporsi alla colonizzazione del pensiero populista emergente, perché, con passione e impegno, vogliono fare della Valle d'Aosta un luogo migliore, credendo nella sussidiarietà, nella forza della comunità e nel confronto finalizzato al bene comune”, ma se la Valle d’Aosta è da migliorare chi l’ha ridotta così?

I 18 dicono di voler promuovere, rilanciare e arricchire l'Autonomia della Valle d'Aosta, strumento per rendere concreta e responsabile l'azione di autogoverno. Perché non l’hanno fatto prima? Perché hanno fatto l’alleanza con la Lega?

Comunque sia che il buon Dio ce la mandi buona e illumini:

Antonio FOSSON, candidato alla carica di Presidente della Regione

Mauro BACCEGA candidato alla carica di assessore alla Sanità, Salute e Politiche sociali;

Stefano BORRELLO candidato alla carica di assessore alle Opere Pubbliche, Territorio ed Edilizia residenziale pubblica;

Chantal CERTAN candidato alla carica di assessore all'Istruzione, Università, Ricerca e Politiche giovanili;

Luigi BERTSCHY candidato alla carica di assessore agli Affari Europei, Politiche del Lavoro, Inclusione sociale e Trasporti;

Renzo TESTOLIN candidato alla carica di assessore alle Finanze, Attività produttive e Artigianato

Albert CHATRIAN candidato alla carica di assessore all'Ambiente, Risorse Naturali e Corpo Forestale

Laurent VIÉRIN candidato alla carica di assessore al Turismo, Sport, Commercio, Agricoltura e Beni culturali.

piero.minuzzo@gmail.com

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