ECONOMIA | mercoledì 19 dicembre 2018 03:29

ECONOMIA | mercoledì 05 dicembre 2018, 18:00

La Cogne Acciai Speciali produce oltre 74 milioni di euro per la Valle d’Aosta

La Cogne Acciai Speciali produce per la Valle d'Aosta in termini economici più di quanto la Regione ha versato al casino per salvarlo. A dirlo è il primo Bilancio di Sostenibilità 2017 presentato oggi dalla Cas

Monica Pirovano

Monica Pirovano

Ammontano a oltre 74 milioni di euro, tra stipendi ai dipendenti, tasse amministrative e servizi erogati da fornitori valdostani, ossia circa 600 euro per ciascun residente in Valle. A questo si aggiungono, per il 2017, quasi 15 milioni di investimenti, che salgono a circa 19 nel 2018, il 27% dei quali per il miglioramento dei livelli di salute e sicurezza. Di più, nell’ambito dello stabilimento gravitano ogni giorno circa 1300 addetti.

I dati emergono dalla prima edizione del documento “che fotografa il presente, attraverso gli investimenti e le azioni posti in essere lo scorso anno, e proietta lo sguardo verso il futuro”.

Il documento, come ha spiegato Ad Monica Pirovano è “descrive la nostra azienda e informare dipendenti e cittadini del livello di attenzione e dell’importanza degli investimenti che l’azienda pone in essere nei confronti dello sviluppo professionale dei Collaboratori, della loro salute, della loro sicurezza, del migliore utilizzo delle risorse e del contenimento dell’impatto ambientale che sono anche i motivi che ci hanno convinto della necessità di redigere il primo Bilancio di Sostenibilità 2017 della Cogne Acciai Speciali”.

Monica Pirovano si è detta sorpresa “dal valore reale dell’impatto anche economico che la Cogne ha sulla Valle d’Aosta”. Il 2017 è stato per la Cas un anno molto impegnativo per “l’adozione di un nuovo modello organizzativo fondato sui principi della Lean Organization, ossia dell’organizzazione snella delle attività produttive e dei flussi di informazione, il proseguimento delle attività di riorganizzazione già in corso e l’ulteriore focalizzazione sui mercati delle specialties (prodotti più di nicchia) hanno comportato inevitabilmente la ridefinizione delle strutture aziendali e dell’approccio al lavoro”.

Per affrontare il cambiamento di questa portata, non solo tecnologico, ma anche e soprattutto culturale, la Cogne Acciai Speciali ha potenziato i percorsi formativi mirati ad accrescere le conoscenze e le competenze del proprio personale e a elevare lo standard d’ingresso dei nuovi collaboratori, tanto che nell’ultimo triennio sono state quasi 3 mila le partecipazioni ai corsi dei dipendenti, con una media di oltre sei giorni di formazione per ogni collaboratore, inclusa la formazione obbligatoria.

E nell’ambito dell’alternanza scuola lavoro, nel 2017, 21 studenti del Liceo classico, artistico e musicale di Aosta nell’ambito dell’Alternanza scuola-lavoro e 43 stage tra Garanzia Giovani e Progetto Formazione, 19 dei quali inseriti nell’organico aziendale. Dal punto di vista della salute e sicurezza dei lavoratori, il dato più significativo riguarda gli indici di gravità e di frequenza degli infortuni che, nel 2016, per la prima volta si sono attestati al di sotto dei valori medi nazionali delle aziende siderurgiche con più di 250 dipendenti, migliorando ulteriormente nel 2017.

Per quanto riguarda infine l’ambiente, nel confermare che anche per lo scorso anno non si sono verificati superamenti dei limiti delle emissioni definiti dall’AIA, il rapporto pone particolare attenzione alla gestione delle risorse idriche.

“Lo Stabilimento di Aosta – ha spiegato l’amministratore delegato - utilizza l’acqua per molteplici funzioni, tra cui la produzione di vapore per usi tecnologici, il raffreddamento degli impianti nonché l’alimentazione della rete antincendio". Consapevole del riguardo con cui deve essere utilizzata questa ricchezza, la Cogne per ottimizzarne l’impiego adotta politiche finalizzate a ridurre l’impatto sulla falda attraverso sistemi di ricircolo con stazioni di rilancio e recupero, grazie ai quali è possibile ridurre al 16% l’emungimento di acqua dai pozzi rispetto al fabbisogno.

E gli sforzi per migliorare queste prestazioni emergono anche dall’andamento del consumo di metri cubi d’acqua per tonnellata prodotta, che sono passati dai 53,4 del 2015 ai 47,5 del 2017.

Monica Pirovano ha infine auspicato che la pubblicazione del rapporto aiuti a conoscere, “un po’ più da vicino e da un punto di vista differente rispetto a quello più asettico dei numeri di bilancio, quali siano le azioni che quotidianamente mettiamo in atto per cercare di raggiungere gli obiettivi che prima vi ho presentato e il cui conseguimento costituisce un valore per tutta la nostra Comunità”.

red. eco.

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