Panta Rei | venerdì 18 gennaio 2019 03:13

Panta Rei | sabato 01 dicembre 2018, 09:30

Mobilità in-sostenibile

Mobilità in-sostenibile

Bene la mobilità sostenibile, l’aria più respirabile e la riduzione del rumore del traffico. I nostri politici fanno a gara ad attribuirsi la paternità di una legge che incentivi l’uso di auto elettriche o comunque mezzi a basso impatto ambientale. Basta che ci si arrivi, a noi di chi è stata l’idea poco importa, ce lo ricorderanno loro alla prima campagna elettorale. Invenzione geniale la bicicletta elettrica, che permette anche a chi non è atleta provetto di spostarsi sulle due ruote accontentando gli ambientalisti che ci esortano di continuo ad usare la bici come indiscutibile panacea.

In sella alla novità, che ovviamente è diventata subito un fattore di moda piuttosto che una esigenza reale, la Valle si è popolata di arzilli ciclisti che, grazie alla pedalata assistita il cui nome ti dà già un’invitante sicurezza, percorrono baldanzosi strade, marciapiedi, zone pedonali e via dicendo, senza rendersi conto che la velocità inferta al mezzo non è quella per cui sono preparati.

Al grido di “tutti in bicicletta” si sono moltiplicate anche le famigliole su due ruote, con bimbetti traballanti che ti si infilano dappertutto  senza che i genitori mostrino di voler elargire qualche salutare regola di sicurezza. E chi in bicicletta ci andava già regolarmente? Pare che abbia preso la cosa come un’usurpazione e una sfida di abilità: sono sempre di più i ciclisti bardati di tutto punto che percorrono le vie cittadine a velocità sostenuta, contromano  o in zone vietate, con evoluzioni  improvvisate che vanno ad aggiungersi alle già collaudate brutte abitudini di pedalare affiancati, di  passare con il semaforo rosso, di attraversarti la strada senza verificare chi sta sopraggiungendo, di pedalare usando il cellulare.

Ho visto, con un certa apprensione, un ragazzo “volare” in piedi sui pedali sotto i portici di Via Xavier de Maistre e “tuffarsi” senza la minima esitazione sulla piazza Chanoux affollata di pedoni. Non va meglio neppure per chi desidera vivere tranquillamente la montagna: frequenti  i casi in cui biker spericolati si precipitano lungo i sentieri sfiorando rischiosamente i malcapitati escursionisti. Per automobilisti e pedoni la cosa è diventata un ulteriore tormentone, che va ad aggiungersi agli skater e monopattini e che non accenna a diminuire neppure con l’arrivo dell’inverno. Siamo alle solite, basta l’appiglio di una nuova moda per vedere, in breve, trascesi  i limiti dell’educazione verso gli altri e del rispetto delle regole.

Vero è che, se non c’è nessuno che le norme le controlla e le fa rispettare, l’egocentrismo borioso e la dirompente arroganza la fanno da padroni. Credo che il rispetto per la natura vada a pari passo con il rispetto del prossimo. Quindi, anche in questo caso, al suggerire comportamenti virtuosi  è meglio affiancare l’educazione alla "virtù", affinché  la mobilità sostenibile di alcuni non diventi vivibilità insostenibile di molti.

panta rey

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