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CISL VdA | 30 novembre 2018, 08:00

Pensioni, necessario ripristinare dal 2019 le regole di perequazione

Pensioni, necessario ripristinare dal 2019 le regole di perequazione

"I pensionati non possono continuare ad essere penalizzati". Lo ha dichiarato il Segretario Confederale, Ignazio Ganga, commentando le notizie di stampa che annunciano la proroga della cosiddetta "perequazione Letta" che penalizza chi riceve pensioni oltre i 1.500 euro lordi al mese. "Necessario ripristinare dal 2019 le regole di perequazione delle pensioni contenute nella legge 388 del 2000 che prevede un meccanismo più equo di rivalutazione".

La Cisl, come speiga Vincenzo Albanese, segretario pensionati VdA, è in attesa di conoscere quanto prima i dettagli delle misure in materia pensionistica, a partire da quota 100 e non siamo assolutamente d'accordo che possano rimetterci coloro che sono già in pensione per i quali esiste un concreto problema di inadeguatezza del potere di acquisto degli assegni pensionistici che da anni come sindacati abbiamo denunciato e su cui è urgente intervenire.

E sempre in tema pensioni in particolare riguardo l'Ape sociale che scade il 31 dicembre 2018, Cgil, Cisl, Uil unitariamente chiedono di prevederne già in questa legge di bilancio la proroga.  “Sono trascorsi ormai quaranta giorni dal varo della proposta di Legge di Bilancio e al di là di continui rilanci mediatici – sottolineano i Segretari confederali di Cgil, Cisl e Uil, Roberto Ghiselli, Ignazio Ganga e Domenico Proietti - non sono ancora noti i dettagli ufficiali delle misure pensionistiche”. 

Per Ghiselli, Ganga e Proietti, “le risorse per la proroga ci sono: sono confluite nel fondo che su forte spinta dei sindacati fu istituito lo scorso anno e se si sommano i risparmi di quest’anno alle somme già stanziate si garantisce la piena copertura dello strumento”. Cgil, Cisl e Uil ritengono quindi che "non avrebbe alcun senso inserire anche questo provvedimento all’interno di un successivo pacchetto pensioni e su “quota 100” sarebbe inaccettabile non prorogare da subito una misura che risponde ogni anno a migliaia di persone, tutelando chi ha un’invalidità superiore al 74%, coloro che assistono un familiare con handicap, i lavoratori che svolgono mansioni gravose e di i disoccupati, lavoratrici e lavoratori che nella maggior parte dei casi verrebbero esclusi da “quota 100”.

Chiedono pertanto al Governo "un segnale immediato tra pochi giorni migliaia di disoccupati over 63 anni perderanno la possibilità di accedere ad una prestazione, è un errore clamoroso pensare di superare la Riforma Fornero non confermando questo strumento di tutela”.

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