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Il rosso e il nero | giovedì 29 novembre 2018, 09:30

LE GEOMETRIE VARIABILI DELLA POLITICA VALDOSTANA

LE GEOMETRIE VARIABILI DELLA POLITICA VALDOSTANA

"Mi piace il titolo che vuoi dare alla nostra conversazione". Così esordisce il mio interlocutore. Ha l'età di chi ne ha viste di tutti i colori. Dal "fil di ferro" di Severino Caveri nel 1966, passando per i socialisti di Bruno Milanesio e per i D.P. di Dujany, fino ai tempi degli imperatori Dino Vierin e Augusto Rollandin, per giungere ai travagliati giorni nostri.

"Ma -dice il vecchio- manca un riferimento importante per un quadro completo della politica valdostana, ed è il riferimento ad una variabile indipendente". E sarebbe? "A mio avviso manca il convitato di pietra, perché le variabili indipendenti della politica valdostana sono state sempre i partiti nazionali al governo: ieri la D.C. o il P.C.I./P.D. o il Berlusca, oggi la Lega di Salvini". Vuoi dire che per fare un governo in Valle bisogna sempre fare i conti con chi governa a Roma? "Certo - mi risponde il vecchio - e basta dare uno sguardo alle forze politiche in campo nella nostra Regione.

Da una parte la nuova aggregazione autonomista UV-UVP-ALPE-STELLA Alpina (15 consiglieri), dall'altro un insieme di forze, similari per contrapposizione alla prima aggregazione, formato da M5s,Impegno civico e  MOUV (10 consiglieri) che con i battitori liberi di PNV e la Rini arrivano a 13". E allora?  "E allora ecco entrare in gioco il convitato di pietra, la variabile indipendente e cioè la forza politica che garantisce anche un rapporto proficuo con Roma e Dio solo sa se non ce n'è bisogno".

Siamo sotto Natale e i numeri vanno bene per la tombola, ma per la politica valdostana come li giocheresti? "Intanto bisogna evitare il numero 18 che, come si vede, porta male. Per questo, infatti, se la Lega in Valle si allea con la prima aggregazione (UV-UVP-ALPE-STELLA +LEGA) si arriva a 22 consiglieri. Se invece la Lega si allea alla seconda aggregazione si arriva a 20. In entrambi i casi la governabilità è assicurata".

Sì, ma per fare cosa?  "Parlano tutti  di governo di scopo (ma io parlerei anche di governo di scopa per fare un po di pulizia) e allora mettiamoli alla prova. Basta con frustrazioni e rancori impossibili da ricondurre all'interesse generale: prima di tutto una bella riforma elettorale, un bilancio triennale regionale che rilanci l'economia valdostana in tutti i suoi fondamentali (con spese per investimenti superiori al previsto 10% del totale), una riforma della burocrazia asfissiante e una lotta alle mille corporazioni che avvelenano la società".

E il Casinò? "Va salvato, ma ci vuole una medicina amara: meno dipendenti o meno retribuzioni; e, se non basta,sia meno dipendenti che meno retribuzioni". Così il vecchio mi lascia e, attonito, non mi resta che inviare questa conversazione al mio amico Piero.

romano dell'aquila

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