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Casa subito | martedì 27 novembre 2018, 12:00

CASA SUBITO IN VALLE D'AOSTA: Decadenza agevolazioni prima casa e sanzioni

CASA SUBITO IN VALLE D'AOSTA: Decadenza agevolazioni prima casa e sanzioni

Per molti sovrapporre il concetto di “prima casa” a quello di “abitazione principale” è quasi automatico. Ma la prima casa spesso non coincide con l’abitazione principale o di residenza, cioè quella in cui il possessore e il suo nucleo familiare dimorano abitualmente e risiedono anagraficamente. Chi intende acquistare un immobile usufruendo dei benefici prima casa può anche essere proprietario di un’altra casa in un altro comune, purché per questa non abbia già usufruito dei suddetti benefici.

La decadenza delle agevolazioni prima casa si verifica quando il beneficiario non intende o non può assolvere agli impegni assunti al momento dell’acquisto, ovvero:

• non trasferisce la propria residenza nel comune in cui è situato l’immobile oggetto degli sgravi fiscali entro 18 mesi dalla data dell’acquisto.

• procede all’alienazione dell’immobile acquistato con le agevolazioni entro il successivo quinquennio, ma non acquista entro un anno un’altra casa da adibire a prima casa.

• acquista una seconda casa godendo del regime fiscale agevolato, ma non procede all’alienazione – a titolo oneroso o gratuito – del precedente immobile entro un anno dalla data dell’acquisto.

La decadenza delle agevolazioni prima casa comporta il ricalcolo delle imposte con l’applicazione delle aliquote ordinarie – 9% di imposta di registro, invece del 2% (o Iva del 10% invece del 4%) – più una sanzione del 30% in caso di accertamento e gli interessi.

È possibile evitare il pagamento di sanzioni comunicando all’Agenzia delle Entrate che non si possiedono più i requisiti per le agevolazioni prima casa entro i termini previsti per i diversi obblighi menzionati, ossia 18 mesi nel caso di trasferimento di residenza, 12 mesi nel caso di alienazione senza riacquisto o nuovo acquisto senza alienazione.

La comunicazione si effettua presentando apposita istanza all’ufficio in cui è stato registrato l’atto chiedendo di revocare gli impegni assunti. In questo modo sarà possibile pagare le imposte di trasferimento in misura ordinaria e i relativi interessi, al netto delle somme già versate, mentre non sarà dovuta la sovrattassa del 30% delle imposte.

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Patrizia Diemoz

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