ATTUALITÀ POLITICA | giovedì 13 dicembre 2018 12:56

ATTUALITÀ POLITICA | mercoledì 21 novembre 2018, 09:46

La sanità pubblica della Valle d'Aosta ha la febbre molto alta

Venerdì 23 novembre dalle ore 11 alle ore 13 circa è previsto un Sit-in presso il Palazzo Regionale in Piazza Deffeyes dei rappresentanti della Dirigenza pubblica Medico-Sanitaria-Veterinaria Valdostana, in occasione dello Sciopero Nazionale intersindacale di categoria

La sanità pubblica della Valle d'Aosta ha la febbre molto alta

A sei mesi dall'insediamento del nuovo direttivo ANAAO-Assomed, la più  rappresentativa organizzazione sindacale dei medici e dirigenza sanitaria ospedaliera  in Italia e in Valle d’Aosta, il Segretario Regionale Dott. Riccardo Brachet Contul,  chirurgo ospedaliero, insieme al Vicesegretario Dott. Piero Sirianni e ai Dott.ri Marco  Di Giovanni, Laura Caramanico, Antonio Ciccarelli, Valentina Vinciguerra e Patrizia  Falcone, evidenzia chiaramente le crescenti preoccupazioni e il cattivo stato di salute  della Sanità pubblica in Valle d'Aosta. 

"I cittadini - si legge in una lettera - del sindacato ANAAO- Assomed Valle d’Aosta  - forse non sanno che negli ultimi 4 anni si sono succeduti 4 assessori  regionali alla sanità; attendiamo dopo pochi mesi di governo regionale il quinto…, e  parimenti si sono succeduti 4 Direttori Generali - ora commissariata da mesi - dell'unica azienda USL presente in regione: con questi continui avvicendamenti,  secondo voi, come si può parlare di progettazione e investimenti per la Sanità  pubblica regionale?".

Diversi specialisti ospedalieri (radiologi, pneumologi, anestesisti, pediatri, ortopedici,  medici di pronto soccorso per fare solo un esempio) con anni di esperienza hanno  chiesto il trasferimento o si sono licenziati per trasferirsi all'estero o nel privato. A  questi si aggiungono i numerosi pensionamenti in corso e nei prossimi 5 anni (in  alcuni casi anche prepensionamenti!).  Chi li sostituirà? si chiede il sindacato che precisa: "In una regione periferica, non adeguatamente servita da ferrovia e  aereoporto, con l’autostrada tra le più costose d'Italia? E soprattutto in presenza di  progressivo definanziamento della sanità e la mancanza di incentivi economici e  professionali per medici e dirigenti sanitari?".

Di fatto - si legge nella lettera dell'ANAAO Assomed Valle d’Aosta  - la sanità ospedaliera in Valle si sta trasformando sempre più velocemente da  centro di eccellenza e di rilievo nazionale in piccolo presidio periferico per  trattamento di emergenze/urgenze, con fuga degli specialisti da un lato e il mancato  arrivo dall'altro. Noi non vogliamo questo, ma pare evidente che solo coloro che  lavorano in ospedale non lo vogliano; tutti gli altri tacciono!".

Le conseguenti (e sempre più frequenti) carenze quantitative e qualitative dei servizi  sanitari ospedalieri e/o le liste di attesa vengono affrontati con esternalizzazione a  strutture private, invece di cercare di rafforzare il sistema pubblico! Spiega la lettera: "Per le motivazioni sopra esposte, i concorsi indetti per nuovi specialisti o vanno  deserti oppure riscuotono adesioni ben al di sotto dei fabbisogni, per non parlare  dell'obbligo di superare contestualmente l’esame di lingua francese, che disincentiva  ulteriormente l’arrivo di professionisti sanitari in Valle". 

I sindacati regionali lo dicono da anni, in primis l'ANAAO-Assomed, restando  inascoltati dai vari governi regionali che, al contrario, hanno sempre affermato che la  situazione è assolutamente sotto controllo. Che lo chiedano ai medici, ai dirigenti  sanitari e ai cittadini! 

Prosegue la lettera: "Ultimamente, sembra che anche i vertici aziendali abbiano cambiato parere,  iniziando con parecchio ritardo a rendersi conto della situazione alquanto critica che  sta attraversando la sanità ospedaliera valdostana.

Per quanto riguarda il tema della sicurezza per sanitari e pazienti in Pronto Soccorso,  si assiste a un incremento dei tempi di attesa e, cosa alquanto rara sino a pochi anni  fa, si verificano più frequentemente episodi di violenza contro medici e sanitari che  lavorano già in condizioni di disagio a causa di modifiche strutturali  dell'organizzazione del pronto soccorso (anche esso eccellenza sino ad alcuni anni fa) e delle carenze di organico. Comunque, al momento, mentre parecchi ospedali delle  altre regioni si sono organizzati, il pronto soccorso del Presidio U. Parini è sprovvisto  di posto polizia con poliziotto presente stabilmente in sede per almeno 12 ore al  giorno, tutti i giorni della settimana".

In sintesi: negli ultimi anni le amministrazioni regionali e aziendali, in continuo  cambiamento, invece di difendere l'autonomia regionale e, conseguentemente,  l'eccellente sanità pubblica valdostana attraverso reali deroghe alle normative  nazionali in materia di sanità ospedaliera, hanno messo in atto il ridimensionamento  di reparti e il definanziamento costante delle attività ospedaliere. In pratica hanno  usato la sanità valdostana (come accade anche nelle altre regioni) come “bancomat”  cui attingere milioni di euro per impiegarli in altre attività considerate più importanti,  invece di tutelare maggiormente la salute di tutti i cittadini, rifinanziando il sistema  per migliorare le condizioni di lavoro degli operatori sanitari, per non far fuggire  professionisti e per attrarre specialisti da altre regioni.

Unico debole investimento economico e di personale qualificato è stato fatto per il  sistema dell'emergenza/urgenza territoriale in modo tale che, in caso di incidenti,  traumi, malattie acute ci siano medici e infermieri a disposizione in ambulanza in  qualsiasi punto della regione. Peccato che, tra pochissimo tempo, chi arriverà in  ospedale vi troverà pochi letti, pochi medici e pochi sanitari “tuttofare”.  Anche molti altri ospedali periferici in Italia sono in grave sofferenza di personale e  servizi, ma le altre regioni possono offrire in alternativa altri ospedali pubblici magari  di poco più lontani da quelli chiusi o in crisi; invece cosa faranno i cittadini valdostani?  Dove andranno per trovare specialisti o servizi o trattamenti che sino a pochi anni fa  erano “fiori all'occhiello” della regione?

Evidenzia il sindacato: "COLPIRE LA SANITÀ PUBBLICA È COLPIRE UNO DEI DIRITTI  ESSENZIALI: LA SALUTE DEI CITTADINI". 

Le criticità "che stanno portando al collasso il sistema sanitario anche in Valle d’Aosta,  prima fra tutte la corsa al pensionamento e la fuga dei medici ospedalieri verso il  privato" secondo l'ANAAO- Assomed Valle d’Aosta  "nascono dal disagio lavorativo crescente e dall’assenza persistente di  progetti e investimenti.  La situazione è grave e le prospettive future saranno peggiori, se non si interviene da  subito a rifinanziare adeguatamente la sanita pubblica regionale e nazionale!  E in gioco non solo il futuro di un lavoro al servizio di un bene costituzionalmente  tutelato ma anche quello della sanità pubblica e nazionale".

red. san.

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