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Salute in Valle d'Aosta | lunedì 19 novembre 2018, 11:14

Un successo in Valle la Giornata contro il Diabete; migliorano cure e prevenzione

Da sn Maria Sabina Modesti, Giulio Doveri, Fulvio Centoz e Pierino Scrufari

Da sn Maria Sabina Modesti, Giulio Doveri, Fulvio Centoz e Pierino Scrufari

Anche in Valle d’Aosta è stata celebrata con successo di partecipazione la Giornata mondiale per la cura del diabete.

L’iniziativa, organizzata dall’Associazione diabetici valdostani (Adva), dall’Usl VdA e dal Comune di Aosta ha proposto due eventi.

All’Hotel des Etats si è svolta la conferenza Scientifica di informazione ai cittadini che, dopo la presentazione dell’iniziativa del sindaco di Aosta, Fulvio Centoz e del Presidente dell’Associazione diabetici valdostani, Piero Scrufari,  ha visto impegnati i medici Giulio Doveri e Maria Sabina Modesti impegnati in una conferenza scientifica sulla cura del diabete e sull’ipertensione arteriosa.    

A seguire sono state effettuate le misurazioni della glicemia e il rilievo della pressione arteriosa, gratuitamente, al pubblico.

Scrufari ha ricordato che la giornata mondiale è stata creata nel 1991 dalla Federazione internazionale del diabete (Idf) e dall'Organizzazione mondiale della sanità (Oms). Si celebra ogni 14 novembre in corrispondenza della data di nascita di Frederick Banting, fisiologo ed endocrinologo canadese, co-scopritore dell'insulina con Charles Best nel 1922.

“Il diabete è una malattia che coinvolge molte persone, ad oggi nel mondo ci sono 425 milioni di individui che ne sono colpiti - ha spiegato il dottor Giulio Doveri,  direttore della Struttura di medicina interna - gli effetti del diabete possono essere molto gravi ma si può fare molto sia per prevenirlo che per curarlo. Ogni anno si celebra la giornata mondiale del diabete che ha il fine sia di sensibilizzare la popolazione per attuare comportamenti che aiutano la prevenzione, sia a fare sentire il sostegno a chi ne è affetto da parte delle Associazioni dei pazienti, delle autorità e dei professionisti che si impegnano nella cura della malattia”.

'La cura dell’ipertensione arteriosa nel 2018 alla luce delle nuove evidenze' è stato il tema sul quale ha dibattuto la dottoressa Maria Sabina Modesti (internista e responsabile ambulatorio ipertensione): “In Italia, e così in Valle -ha spiegato - più del 30% della popolazione adulta risulta essere affetta da ipertensione arteriosa (percentuale maggiore del 60% nella popolazione che ha superato i 60anni di età). A tutt’oggi ancora il 30% dei soggetti adulti è iperteso e ignora di esserlo".

L’Oms riconosce l’ipertensione arteriosa come il principale rischio globale di mortalità nel mondo. L’ipertensione arteriosa se associata al diabete determina un aumento esponenziale di nuovi casi di malattia cardiovascolare quali l’ictus e l’infarto del miocardio. Fondamentali l’individuazione precoce del problema e la sua gestione nel tempo. A tale proposito ha acquisito importanza l’automisurazione pressoria con apparecchi validati. Valori pressori ripetutamente e costantemente superiori a 140/90mmhg devono indurre a coinvolgere da subito il medico curante e poi l’eventuale centro specialistico di riferimento.

Nella cura, fondamentale la modifica degli stili di vita: controllo della dieta e del peso corporeo, riduzione dell’assunzione di sale, abolizione del fumo e esercizio fisico costante. Quando necessaria, importante la terapia farmacologica personalizzata e condivisa cui far seguire controlli periodici e ravvicinati.

“L'iniziativa di prevenzione in ‘piazza’ ha avuto successo - ha assicurato Doveri - si sono presentate circa 220 persone a cui è stata rilevata la glicemia capillare, misurata la pressione arteriosa e fornito indicazioni dietetico comportamentali per ridurre il rischio cardiovascolare. Per quanto riguarda la glicemia sono stati trovati quattro casi con probabile diabete non diagnosticato. Rispetto alla pressione arteriosa il 50% delle persone ha avuto dei rilievi normali, del restante 50%, 70 sono persone con ipertensione arteriosa nota di cui 20 con valori non controllati, le restanti 40 non erano note per ipertensione ma hanno avuto misurazioni al di sopra della norma, quindi a rischio di ipertensione arteriosa”.

val. pra.

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