Il rosso e il nero | domenica 16 dicembre 2018 14:51

Il rosso e il nero | domenica 11 novembre 2018, 10:00

SI CHIAMA IVA MA E' UN NODO SCORSOIO

SI CHIAMA IVA MA E' UN NODO SCORSOIO

La legge di bilancio, gioia e delizia del governo giallo-verde, è ormai in discussione in Parlamento, già sepolto da centinaia di emendamenti, molti dei quali provenienti dalla stessa maggioranza. I temi dominanti saranno il reddito di cittadinanza e la riforma Fornero delle pensioni, ma poca attenzione viene prestata ad un punto, a mio avviso, di rilevante importanza.

Parlo dell'IVA (imposta sul valore aggiunto) che da sola ci costerà almeno 13 miliardi di euro.Mi sono sempre chiesto il perché per evitare l'aumento dell'IVA, cioè un'imposta che si verifica nel passaggio da un operatore economico all'altro nell'ambito della produzione e distribuzione di beni e di servizi, ogni anno -dal 2011- siamo costretti a sacrificare circa 13 miliardi di euro.

Si dice perché in questo modo evitiamo di far aumentare il carico fiscale dei cittadini consumatori. E sì, perché l'IVA è un'imposta che grava sui  consumi di beni, da quelli di prima necessità (es. alimentari) a quelli di lusso e voluttuari. In Italia le aliquote IVA sono tre: 4% quella minima, 10% la ridotta e 22% quella più alta, detta ordinaria.

Ora, mentre imprenditori e lavoratori autonomi possono detrarre l'imposta pagata sugli acquisti di beni e servizi dall'imposta addebitata ai propri acquirenti, l'IVA finisce col rappresentare un costo solamente per i soggetti che non possono esercitare il diritto alla detrazione, cioè quei poveri cristi chiamati "i consumatori finali".

Ma siamo sicuri che questo sia un modo efficace di salvaguardare i conti pubblici e la politica fiscale? L'Europa ci chiede da tempo di portare l'aliquota ordinaria, per la maggior parte sui beni di lusso e voluttuari dal 22% al 25% e per evitare ciò noi ci dissanguiamo ogni anno di ben 13 miliardi di euro, rinunciando così a interventi più produttivi nel nostro bilancio statale.

Il problema di fondo dell'azione politica di un Governo è tutto nella redistribuzione della ricchezza prodotta e, allora, perché non è possibile aumentare la tassazione sui beni di lusso e più voluttuari (l'aliquota IVA più alta) per recuperare così maggiori risorse da destinare a investimenti e più posti di lavoro? Ma, si dice, in tal modo aumenta la tassazione complessiva.

Bene, ma questo graverebbe su coloro che possono permettersela, quelli che di solito beneficiano di redditi più alti. Un'altra via potrebbe essere anche quella di agire sulle aliquote, facendo però salvi i costi dei beni essenziali, con gradualità progressiva. Insomma, troviamo il modo di toglierci dalla gola questo cappio dell'IVA che ci tormenta e ci tormenterà anche nei prossimi anni.

romano dell'aquila

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