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CRONACA | giovedì 08 novembre 2018, 09:31

Slot, secondo il tribunale di Torino: Legge regionale Piemontese è incostituzionale

Quel provvedimento è incostituzionale”. Così, in sintesi, le toghe amministrative torinesi sul caso della multa a un gestore di una sala slot. Una sentenzache potrebbe avere ripercussioni anche in Valle d'Aosta

Slot, secondo il tribunale di Torino: Legge regionale Piemontese è incostituzionale

Quel provvedimento è incostituzionale”. Così, in sintesi, le toghe amministrative torinesi sul caso della multa a un gestore di una sala slot.

Un precedente che rischia di trasformarsi in un vero e proprio Gps per tutti coloro che decideranno di ricorrere contro le stringenti regole sulle "distanze" tra luoghi di gioco e luoghi ritenuti sensibili.

Perché? Secondo i giudici, la legge regionale piemontese sul gioco cancella l’offerta legale di slot, vieta un’attività lecita e, dunque, si rileva un evidente «problema di costituzionalità della norma sotto vari profili». Il provvedimento dei giudici di Torino parte dal ricorso del titolare di un sala a cui era stata contestato il mancato rispetto della norma sulle distanze, che gli era costata una multa salata, adesso sospesa dal Tribunale.

L’ordinanza del Tribunale di Torino – che Agipronews ha potuto visionare -  ritiene la cancellazione dell’offerta legale come «dato oggettivo, e ad oggi non contestato». A Torino «sul 100% del territorio cittadino non è possibile collocare apparecchi da gioco all’interno di attività aperte al pubblico», la legge impone un «sostanziale divieto» alla gestione di macchine da gioco, «attività imprenditoriale consentita, sebbene da regolamentare e limitare a tutela di altri e pregnanti interessi costituzionali», risulta evidente «un problema di costituzionalità della norma sotto vari profili».

Secondo la perizia commissionata dall’associazione di gestori slot Astro, e depositata in giudizio, «Applicando il “distanziometro” previsto dalla Regione Piemonte - secondo cui gli apparecchi da gioco non possono essere collocati a meno di 500 metri dai luoghi sensibili - sul 99,32% del territorio urbano di Torino non è possibile installare macchinette da gioco; il restante 0,68% è praticamente infruibile trattandosi di spazi molto ridotti e frammentari che non consentono l’apertura di un locale».

«Il bilanciamento degli interessi costituzionali in gioco pare aver portato nel caso del Comune di Torino ad una totale negazione della possibilità costituzionalmente garantita di gestire una attività imprenditoriale, lecita», conclude il giudice nell’ordinanza.

red. cro.

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