ECONOMIA | giovedì 18 ottobre 2018 20:45

ECONOMIA | giovedì 11 ottobre 2018, 16:33

Presidente Cioccolato Spa, 'noi colpiti da crisi e burocrazia, cerchiamo partner per pagare i debiti'

La ex Feletti, sede della Cioccolato Valle d'Aosta

La ex Feletti, sede della Cioccolato Valle d'Aosta

Si fa vivo con un comunicato stampa Ertugrul Selcuk, manager turco Presidente della società Cioccolato Valle d'Aosta srl di Pont Saint-Martin, spiegando di voler "fare chiarezza in merito a quanto apparso su giornali e televisioni nei giorni scorsi". Il riferimento è alla grave crisi occupazionale e produttiva che sta attraversando lo stabilimento: secondo maestranze e sindacati la produzione di cioccolato alla ex Feletti non è mai iniziata e i soldi presi da Finaosta chissà quando e come sono stati utilizzzati.

"Occorre precisare che l’azienda, contrariamente a quanto pubblicato - afferma Selcuk - non ha percepito dei contributi ma bensì dei mutui da parte della Finaosta Spa. Questo prestito di denaro è stato utilizzato nella sua interezza per l’acquisto del capannone sito in Pont-Saint-Martin e degli impianti in esso presenti. I quattro milioni di euro sono quindi stati versati alla parte venditrice, la Feletti 1882 che si trovava in stato di liquidazione".

L’importo finanziato, secondo il presidente della Cioccolato VdA, "non rappresentava l’intera quota di vendita, ma bensì, una quota è stata versata direttamente dai soci. A seguito dell’acquisto, gli impianti ed i macchinari presenti si sono rivelati più obsoleti di quanto già rilevato in sede di verifica iniziale e ciò ha comportato problemi di funzionamenti ed oneri aggiuntivi di manutenzione inattesi di cui si sono fatti carico i soci con patrimonio proprio".

I lavori di manutenzione e di messa a norma della struttura, dei macchinari, il conseguimento delle certificazioni e delle licenze obbligatorie "hanno fatto sì che si generassero dei ritardi nell’inizio attività - afferma Selcuk - in aggiunta, l’azienda si è trovata ad affrontare la crisi economica che ha colpito i mercati esteri di destinazione, in particolar modo quello turco, che ha causato delle perdite non sanate dai ricavi generati dalle vendite locali. Nonostante questa situazione di estrema difficoltà, i soci hanno continuato a pagare regolarmente gli stipendi ai dipendenti fino al mese di giugno 2018".

Ad oggi i versamenti dei soci in azienda, a titolo di quota di capitale, ammontano a circa 1.700.000 euro. 

"Gli amministratori sono impegnati nella ricerca di un partner che subentri nella società attraverso l’acquisto delle quote  -  annuncia l'industriale - in modo da poter estinguere i debiti sin qui creati. Si auspica di arrivare ad una soluzione in tempi rapidi".

p.g.

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