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Chez Nous | mercoledì 10 ottobre 2018, 17:01

Potrebbero scipparci la casa da gioco e creare la Fincasino

La Presidenta che ha scoperto la vocazione agricola non sa che se chiude il casino falliscono i Consorzi di miglioramento fondiario e chiudono i cantieri forestali

Potrebbero scipparci la casa da gioco e creare la Fincasino

Da Milano è arrivato il nuovo CdA della Casino de la Vallée spa. Chissa! step by step, passo dopo passo quale può essere la meta potrebbe essere lo scippo, ovvero chi fregano il casino. Già con il vecchio governo c’era un’ipotesi di consorziare le quattro case da gioco italiane che dopo la chiusura di Campione sono rimaste tre. Il sottosegretario all'Economia Pier Paolo Baretta aveva sostenuto l’esigenza di riformare i casino.  

Per Baretta è necessario separare la proprietà, o almeno la gestione, dei Casinò dai Comuni, e nel nostro caso la Regione,  o rinnovarne la natura e la qualità, “anche attraverso una loro consorziazione, anche col coinvolgimento degli operatori privati e definire un piano di ristrutturazione e rilancio che affronti la crisi non caso per caso, ma come un pezzo di una strategia generale sul gioco pubblico”.

Tradotto: Il CdA della Casino de la Vallée spa potrebbe seguire la strada di un concordato in continuità aziendale. Poi la società in concordato, formalmente ancora in vita, potrebbe confluire come azionista in una nuova supersocietà dei casino nazionali come aspira il governo giallo verde nero di Salvini e Di Maio;  il capitale potrebbe essere sottoscritto per il 51% dalla Stato.

La supersocietà potrebbe avere sede a Milano dove verrebbe centralizzata la gestione e l’amministrazione, mentre a Saint Vincent rimarrebbero solo i croupier e dipendenti ma in numero dimezzato.  

In pratica potrebbero pensare ad una Fincantieri del gioco d'azzardo, con uno schema simile a quello che stanno tentando a Genova per le autostrade.

Tutto questo porterebbe alla pendita per le casse regionali di 15 milioni all'anno che in termini pratici signifca tagliare tutti i fondi ai Consorzi di Milioramento Fondiario ed i canteiori forestali.

Foese la Presidenta, che ha scoperto la sua anima agicola, non lo sa. Agli agricoltori non servono braccia per mettere i campanacci al collo delle mucche.

Hanno bisogno di sostegni concreti.

pi.mi.

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