Il rosso e il nero | domenica 16 dicembre 2018 14:52

Il rosso e il nero | martedì 09 ottobre 2018, 17:09

ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO

ALLA RICERCA DEL TEMPO PERDUTO

Mentre l’Union celebra e chiude il suo Congresso alla ricerca del tempo perduto, il quadro politico ci restituisce il solito déjà vu. Consiglieri che vanno e che vengono da improbabili alleanze come se stessero di fronte alle porte girevoli di un Grand Hotel.

Ma tutti i nodi continuano a venire al pettine della Valle d’Aosta. E il nodo più corposo e aggrovigliato continua ad essere quello del Casinò. Possibile che un’intera regione con i suoi 130 mila abitanti, possibile che una comunità appesantita da mille problemi esistenziali debba dipendere dalle sorti di un’azienda praticamente parapubblica che continua a bruciare risorse pubbliche che potrebbero avere ben altre e più proficue destinazioni?

Il Casinò rischia di diventare un cancro che compromette progressivamente i gangli vitali di un organismo già inquinato da altri malanni. Quello che manca è la capacità di rendersi conto che un’era è ormai finita.

Le risorse pubbliche garantite finora dal riparto fiscale sono destinate a ridursi sempre più e per questo ci sarà bisogno di amministratori oculati e competenti, mentre la realtà continua a riproporre scenari caratterizzati da improvvisazioni e superficialità. Quando un’azienda va in crisi il problema non è salvarla “ad ogni costo”, ma affrontare con coraggio una revisione profonda della sua governance e, con altrettanto coraggio, rivedere i suoi livelli occupazionali per adattarli alle nuove condizioni di mercato. Se un contratto collettivo di lavoro, che ha cento sacche di clientelismo, di improduttività e di inefficienze, appesantisce sempre più il bilancio di un’azienda diventando quasi una pesante palla al piede, ebbene quel contratto va forse disdettato dall’azienda e rinnovato di sana pianta.

Solo così sarà possibile salvare il salvabile e rimettere l’azienda sul mercato con livelli occupazionali adeguati. Serve coraggio da una nuova governance libera di agire e condizionata il meno possibile dalla politica e da una Regione concessionaria della Casa da gioco che sappia mettere la sordina a interessi personali ed elettorali quando invece è in gioco il bene comune.

Questo sarebbe il vero cambiamento tanto atteso. Ma il coraggio, come diceva il Manzoni a proposito di don Abbondio, “chi non ce l’ha non se lo può dare”.             

Romano dell'Aquila

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