ATTUALITÀ POLITICA | martedì 20 novembre 2018 19:27

ATTUALITÀ POLITICA | venerdì 05 ottobre 2018, 17:04

COMUNICAZIONE POLITICA AUTOGESTITA: Crisi per assenza totale di cultura istituzionale

COMUNICAZIONE POLITICA AUTOGESTITA: Crisi per assenza totale di cultura istituzionale

Le crisi di maggioranza si portano dietro la solita invocazione di una legge elettorale che favorisca la stabilità. Che forzi i numeri, insomma. L’ha fatto anche la Presidente Spelgatti, costretta ad ammettere di non avere più i numeri per governare. Siamo alle solite: partiti sempre più riottosi, sempre più autoreferenziali e avviluppati intorno ai peggiori interessi e ai personalismi, sempre più concentrati a fare campagne elettorali aggressive che creano assurde aspettative, sempre più incapaci di dialogare restando dentro il perimetro della Costituzione, cercano di aggrapparsi agli artifizi della legge elettorale per ottenere più potere di quello che hanno.

Eppure è evidente che si tratta di una pericolosa illusione. In Valle d'Aosta non è difficile immaginare a cosa porterebbero un ancora più forte premio di maggioranza o un sistema presidenziale. Non certo alla rinascita delle culture politiche e della partecipazione dal basso, ma alla costituzione di comitati elettorali intorno ai vari capi fazione. E, in questo momento, ad idee fortemente anticostituzionali e a uomini o donne "forti" dietro ai quali si accoderebbero coalizioni comunque litigiose, prive di un consenso reale tra la popolazione. Il Comune di Aosta insegna.

Stabilità e immobilismo a volte collimano. E allontanano ancora di più le persone dalla politica. Noi ci opporremo sempre a questo approccio semplicistico e pericoloso alla soluzione dei problemi. Compito dei partiti e dei movimenti è quello di promuovere la riaggregazione delle persone (non dei pezzi di apparati politici!) intorno a culture e progetti omogenei e coerenti con la Costituzione. Superando i personalismi, i razzismi e la violenza dialettica  che ci hanno portato, in Italia e in Valle d’Aosta, a questo disastro.

Solo questo potrebbe, in prospettiva, garantire la governabilità, intesa come capacità di dare reale rappresentanza alle istanze sociali (purché democratiche) senza alterare la fotografia reale del consenso espresso dagli elettori, sia nell’azione di governo sia in quella legislativa. Proprio quello che il consiglio regionale ha dimostrato ancora in questi giorni di non saper fare.

Non per i numeri, non per il 18 a 17, ma per l’assenza totale di cultura istituzionale in gran parte dei consiglieri della maggioranza e dell’opposizione. Bisogna ricostruire quella cultura,  non drogare il consenso.La portavoce

La portavoce Carola Carpinello

Ti potrebbero interessare anche:
Prima Pagina|Archivio|Redazione|Invia un Comunicato Stampa|Pubblicità|Scrivi al Direttore