ECONOMIA | domenica 23 settembre 2018 19:04

ECONOMIA | venerdì 14 settembre 2018, 12:01

PUBBLICO IMPIEGO: LE REGOLE DEL GIOCO

Cinquemila dipendenti tra Regione ed Enti Locali. Ne sont pas des cacahuètes! Non sono noccioline perché si parla di milioni di euro e del 10% degli occupati in Valle, più dei mille di Cogne Acciai Speciali o dei seicento del Casinò. E sono cinquemila lavoratori in attesa da dieci anni di un rinnovo contrattuale. Quali sono le regole del gioco?

Un Comitato per le politiche contrattuali, presieduto dal presidente della Giunta regionale e da rappresentanti del CELVA per gli enti locali, fissa con proprie direttive i paletti normativo-finanziari per il rinnovo contrattuale, affidando al Comitato regionale per le relazioni sindacali (CRRS) solo il compito di condurre le trattative con i Sindacati del comparto pubblico impiego. Cosa succede se ad un certo punto queste trattative si bloccano su alcuni punti dirimenti del contratto?

E’ quanto è accaduto di recente (con vari comunicati stampa) in particolare sulla questione del trattamento economico-normativo di una parte esigua (circa 200 lavoratori vigili del fuoco valdostani) di quei cinquemila lavoratori pubblici. Due sindacati di categoria, avvalendosi di quanto previsto dalla normativa vigente, hanno chiesto al Presidente della Giunta, in qualità di Prefetto, l’apertura di un procedimento di conciliazione tra le parti sul tema oggetto del contendere.

Il fatto è che l’oggetto del contendere non esiste e la richiesta dei vigili del fuoco valdostani non trova obiezioni nella controparte. Sono essi che devono decidere, magari con un referendum tra i loro addetti. Se i vigili valdostani vogliono essere assimilati in tutto e per tutto ai vigili del fuoco nazionali non hanno che da chiederlo ed il problema è risolto. Che senso ha allora il tentativo di conciliazione? Conciliare su cosa? Qui si apre però un problema molto più delicato, che non è di merito ma di metodo.

In causa, a mio modesto avviso, non può essere chiamato il Comitato regionale per le relazioni sindacali, che è semplice esecutore di direttive formulate da altri. La vera controparte è rappresentata da Ente Regione ed Enti locali per il tramite del Comitato per le politiche contrattuali. Sono loro, eventualmente e se c’è qualcosa da conciliare, la vera controparte. Insomma se c’è qualcosa da conciliare, e questo dei vigili non è proprio il caso perché non c’è niente da conciliare, ad essere chiamato comunque in causa non può essere il CCRS (Comitato regionale per le relazioni sindacali) ma i veri datori di lavoro.

Se poi in sede di conciliazione si concorda con i sindacati qualcosa di diverso rispetto alle precedenti direttive, non c’è che da formularne altre che il CRRS dovrà solo applicare (se non sono contra legem). In conclusione, cerchiamo di evitare una confusione di ruoli in una materia già abbastanza delicata e tutto andrà a buon fine.                       

Romano dell'Aquila

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