POLITICA | domenica 23 settembre 2018 19:05

POLITICA | giovedì 13 settembre 2018, 15:31

Crisi Casino, mondo politico d'accordo su 'azienda da salvare' ma nessuno dice come

La riunione congiunta delle Commissioni oggi a Palazzo regionale

"Se l'assessore alle Finanze ha chiesto all'amministratore unico del Casino di rivedere il Bilancio e aggiornare ad altra data l'assemblea dei soci in programma domani, io non posso entrare nel merito di questo che è un argomento molto delicato: mi limito a commentare quanto valutato oggi in Commissione". Al cronista che gli chiedeva di commentare la circostanza che porterebbe domani a rinviare l'assemblea dei soci al 24 settembre ha risposto così PierPierluigi Marquis (Stella alpina) presidente della Quarta commissione consiliare 'Sviluppo economico' al termine della riunione congiunta con la seconda commissione 'Affari generali' sulla crisi del Casinò di Saint-Vincent. I consiglieri commissari hanno audito il presidente della Giunta, Nicoletta Spelgatti e l'assessore al Bilancio, Stefano Aggravi.

"Credo che vi sia l'esigenza di aggiornare il piano esistente, il piano che è stato intrapreso - ha detto Marquis - perché la terapia di somministrazione della cura per risollevare il Casino è stata pluriennale, e quindi occorre fare una valutazione degli effetti che ci sono stati sul paziente che è stato sottoposto a questa cura a partire dall'anno scorso".
"Io credo - ha aggiunto Marquis - che non ci si debba limitare a fare una valutazione sui sei milioni da erogare o meno al Casino. E' arrivato il momento di fare il punto della situazione in relazione al percorso intrapreso e anche per capire qual è il contributo che deve fornire la pubblica amministrazione, che è il socio principale, per sostenere il percorso che è stato intrapreso.

E' "prioritario - ha detto Marquis - provvedere a garantire la continuità della gestione (quella dell'au Giulio Di Matteo ndr),  tenendo conto anche del percorso riorganizzativo interno che è stato fatto". "Siamo fiduciosi - ha sottolineato - che da parte di tutti ci sia un approccio orientato alla responsabilità e alla consapevolezza di quanto importante sia la Casa da gioco per l'economia valdostana, per il nostro territorio, per lo sviluppo turistico e quindi per noi questo è fondamentale che possa continuare a rimanere, ma anche essere rilanciata".

Roberto Cognetta, presidente della Seconda commissione 'Affari generali', ha commentato ai giornalisti al termine della riunione: "Ormai siamo in una situazione tale per cui la scelta non è più politica, sta diventando solo una scelta tecnica. La faranno i tecnici, i membri del collegio sindacale, l'amministratore e così via. Chiedetelo all'amministratore come salvare l'azienda".
"Oggi abbiamo fatto - ha spiegato Cognetta - dei discorsi molto generali. Un conto è l'amministrazione, un conto è la politica. La politica in questo caso ha spiegato a tutti i componenti presenti qual è la situazione e ha dato contezza di quali sono le possibilità; la scelta deve essere fatta da un punto di vista tecnico".

"Quindi - ha aggiunto - non è la politica che può dire si fa questo o non si fa quello, perché esistono anche delle leggi, esiste il codice civile, esiste il codice fallimentare, esiste la Legge Madia. Bisogna trovare da un punto di vista tecnico la soluzione. L'indirizzo politico è comunque quello di salvare l'azienda".

Riguardo all'ultima tranche di finanziamento da sei milioni di euro, previsto da una legge regionale, Cognetta ha spiegato: "Se non ci sono i presupposti previsti dal Piano di rilancio, come previsto dalla legge, per dare i soldi, i soldi non si danno".

p.g.

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