Chez Nous | mercoledì 22 agosto 2018 07:39

Chez Nous | venerdì 10 agosto 2018, 08:00

Galateo istituzionale e i dioscuri

Chissà se la governatora della Valle d’Aosta tra i tanti dossier che deve studiare ha tempo di apprendere anche qualche nozione di galateo istituzionale.

E’ pur vero che ha due formidabili dioscuri ma anche i rapporti istituzionali contano. Il nostro giornale ha dato conto di un incontro istituzionale convocato dalla governatora per fare il punto con la Giunta municipale di Aosta sulla questione Aosta Capitale: progetti e finanziamenti.

Convocati: il Sindaco, Fulvio Centoz; l’assessore alle Finanze, Carlo Marzi che è anche segretario della Stella Alpina che in regione sostiene con forza la Lega al governo.

Come i tre (in questo caso due) re magi, si sono recati alla capanna di piazza Deffeyes ma invece di trovare la Presidenta si sono trovati di fronte l’assessore alle Finanze Stefano Aggravi ed il consigliere comunale di Aosta della Lega, che siede sui banchi di opposizione, Etienne Andrione, che è diventato per quasi 65mila euro all’anno attaché della Presidenta.

La Presidenta può prendersi chi vuole, ma il suo attaché costa ben di più di un assessore; quell’assessore che hanno detto di tagliare per ridurre i costi. Andreotti diceva pensare male si fa peccato ma qualche volta si indovina. Forse la presidenta ha tolto un assessore per garantirsi un attaché?

Per tornare al fattaccio istituzionale ed etico-politico, è evidente l’incompatibilità esistente tra la carica di consigliere comunale di Aosta e attaché della presidenza. Come può un sindaco mettersi al tavolo a discutere con un  consigliere comunale nelle vesti di portavoce della Presidenta. Se poi il consigliere-portavoce è di opposizione l’incongruenza è ancora maggiore. Etienne Andrione farebbe bene a dimettersi dalla carica o dall’incarico.

Dunque un consigliere di opposizione, in virtù dell’essere attaché della Presidenta viene a conoscere cose delitate, istruire pratiche ed esprimere opinioni su questioni amministrative riservate che hanno anche valenza politica. Una vera vergogna anche perché analogo caso è stato vissuto da un sindaco che si è trovato a confrontarsi con un consigliere sempre della Lega delegato ad occuparsi di una vicenda comunale.

La Presidenta, come Leda, ha dato alla luce i suo dioscuri che nella mitologia greca sono Castore e Polluce, figli di Zeus. La tragedia più popolare dei due mitici dioscuri è il ratto delle Leucippidi, in cui Castore fu ucciso dagli Afaridi; Polluce pregò il padre Zeus che mandasse la morte anche a lui, ma Zeus gli concesse di rinunciare a metà della propria immortalità in favore del fratello. Così i due vivono insieme alternativamente un giorno nell’Olimpo e un giorno nel regno dei morti. 

La Presidenta non ha diffuso comunicati per dire chi dei due dioscuri vive di notte e chi di giorno. Ma visto il buio pesto che ammanta piazza Deffeyes è probabile che vivano entrambi di notte.

Ma al di là delle tragedie greche nelle quali ben si rispecchia la situazione valdostana, chi ci governa sta dimostrando di non essere assolutamente all’altezza del ruolo. Con gli alpisti più interessati ad rafforzarsi tanto che potrebbero vedere alla sovrintendenza agli studi la nomina di una loro simpatizzante; i leghisti impegnati a distribuire cariche e incarichi ai fedelissimi; il Mouv in forte imbarazzo per via di un assessorato che è più facile giudicare da fuori che gestire; il PnV che pare aver raggiunto la pace dei sensi. Eccezione, se così si può definire, la Stella alpina che con Marquis e Borello paiono essere gli unici ha far battere il passo alla Presidenza.

E per non farci mancare nulla abbiamo un’opposizione specializzata nella critica all’operato della Giunta Municipale di Aosta e della Regione ma che sul piano progettuale non ha ancora prodotto nulla. Eppure Augusto Rollandin, per stare in casa unionista, sembra sparito dalla scena. Eppure tutti tacciono. Tacciono anche quelli che dicevano che non potevano parlare perché decideva tutto lui.

piero.minuzzo@gmail.com

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