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POLITICA | giovedì 09 agosto 2018, 14:45

Aosta: Sindaco Centoz infuriato, 'non prendo lezioni da un condannato per aver rubato soldi pubblici'

S'infiamma la polemica, tutta interna al Pd, tra il primo cittadino del capoluogo e Raimondo Donzel, fondatore con Gianni Champion di un'associazione di centrosinistra apertamente critica verso alcune scelte di vertice

Il sindaco di Aosta, Fulvio Centoz, insieme al gruppo Pd in Consiglio comunale

Il sindaco di Aosta, Fulvio Centoz, insieme al gruppo Pd in Consiglio comunale

"Appare francamente assurdo che un condannato in via definitiva per peculato (cioè - in pratica - per aver rubato soldi pubblici) si permetta di contestare le scelte effettuate dal sottoscritto dopo un ampio percorso di condivisione con le forze politiche che sostengono la maggioranza". Inizia così ed è durissima, la replica del sindaco di Aosta, Fulvio Centoz, alla polemica  sollevata dal suo compagno di partito ed ex assessore regionale Raimondo Donzel, che con Gianni Champion (entrambi rappresentanti dell'associazione culturale e politica 'Area democratica-Gauche Autonomiste) ha aspramente criticato le recenti nomine dei vertici Aps.

"Ma stupisce ancor di più  -  si legge in post infuocato pubblicato sul profilo Fb di Centoz - che lo stesso metta in discussione le nomine fatte in Aps dopo che il bando pubblico (che evidentemente il condannato per peculato non ha letto) pubblicato richiedeva, sia per i componenti del CdA, sia a maggior ragione per il Presidente del CdA, requisiti di competenza (laurea almeno quadriennale, vecchio ordinamento) oltre a specifiche competenze manageriali che tutte e tre i componenti possiedono".


In particolare il Presidente, Antonio Carlo Franco, per il sindaco "oltre ad essere uno stimato professionista, ha ricoperto nell'ultimo mandato il ruolo di Presidente del Collegio sindacale, ha maturato anche un'esperienza qualificante proprio in Aps che risulterà di fondamentale importanza per proseguire nel lavoro di ristrutturazione dell'azienda portato avanti fino ad oggi".

Nel comunicato stampa "firmato dal condannato in via definitiva per peculato - prosegue Centoz - si imputano al sottoscritto comportamenti che avrebbero aumentato l'allontanamento dei cittadini dalla politica perché percepita sempre più 'partitocratica e spartitoria'. Mi verrebbe da chiedere quali siano questi comportamenti e, soprattutto, mi verrebbe da chiedere al condannato per peculato cosa mai lui abbia fatto di così meritocratico quando era assessore regionale e si è trovato ad affrontare delle nomine di natura politica: ha fatto dei concorsi pubblici? ha scelto in base al merito?"

Infine "mi risulta difficile capire come mai un uomo di partito - condannato in via definitiva per peculato - come lui alimenti una divisione insensata tra 'società civile' (sempre portatrice di novità e di competenze) e "politica" (vista invece come mero esercizio di spartizione di poltrone). Come dovrebbe invece sapere non è così. Ci sono persone competenti nella società civile ma ci sono persone competenti anche nella politica di professione".

Al sindaco di Aosta, poi, "spiace constatare come il condannato in via definitiva per peculato dopo aver distrutto il Partito democratico della Valle d'Aosta (perché indubbiamente se il PDSVdA ha perso il 50% dei voti alle ultime elezioni regionali rispetto alle regionali del 2013 la colpa è di una intera classe politica, compreso il sottoscritto; ma se non siamo riusciti a raggiungere il quorum la responsabilità ha un nome ed un cognome, anzi due nomi e un cognome. Qualcuno - che lo ha ammesso anche candidamente - ha preferito infatti fare campagna elettorale per altri movimenti) si appresti ora a voler destabilizzare il Comune di Aosta. Ma non si rende conto, il condannato in via definitiva per peculato, che così distrugge l'unica alternativa a questo governo di destra?".Il sindaco del capoluogo si dice convinto che se Donzel "avesse avuto un posticino al sole ora non sarebbe a sbraitare gratuite falsità".

patrizio gabetti

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