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FEDE E RELIGIONI | mercoledì 11 luglio 2018, 09:30

Presuli aggrediti in una chiesa del Nicaragua

La tensione è salita ancora ieri in Nicaragua: un centinaio di sostenitori del presidente Daniel Ortega e gruppi di paramilitari hanno aggredito il cardinale Leopoldo Brenes, arcivescovo di Managua, il suo ausiliare, Silvio José Báez, e il nunzio apostolico, Waldemar Stanisław Sommertag, nella chiesa di San Sebastiano di Diriamba, circa 40 chilometri a ovest della capitale Managua.

I presuli erano accorsi per aiutare i sacerdoti locali che avevano accolto un gruppo di oppositori al regime che si erano rifugiati nella chiesa.Spintonati e accerchiati, i presuli sono comunque riusciti a entrare nella chiesa. Ma dopo alcuni minuti, è avvenuta l’aggressione, perpetrata da un gruppo di uomini con il volto coperto, tra i quali tre armati. Il vescovo ausiliare di Managua ha dichiarato di essere stato ferito a un braccio e di aver ricevuto un pugno allo stomaco.

«Ma le sofferenze del nostro popolo sono molto più gravi», ha detto. Le persone che si erano rifugiate nella chiesa sono state poi rilasciate. Ma poco dopo, a Jinotepe, nel sudovest del Nicaragua, un’altra chiesa è stata attaccata e saccheggiata da un gruppo di miliziani.

«Siamo stati aggrediti con una forza brutale» ha raccontato oggi il cardinale Brenes in un’intervista all’agenzia Fides. «Abbiamo visto un’azione dura, forte e brutale contro i nostri sacerdoti. Non abbiamo mai visto nulla di simile in Nicaragua ed è davvero triste» ha detto l’arcivescovo di Managua.

«Con la violenza ci incamminiamo per una strada senza uscita; i problemi si risolvono con la ragione e il dialogo» ha scritto su Twitter il suo ausiliare.

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