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FEDE E RELIGIONI | venerdì 22 giugno 2018, 09:30

PAPA: Il mondo invoca unità

FOTO AGENSIR AlbinHillert

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«Il Signore ci chiede unità; il mondo, dilaniato da troppe divisioni che colpiscono soprattutto i più deboli, invoca unità». Di fronte agli oltre duecento rappresentanti delle comunità cristiane riuniti nella cappella del centro del Consiglio ecumenico delle Chiese (Wcc), a Ginevra, il Pontefice ha ribadito che «la nostra strada maestra» non è quella della divisione che «porta a guerre e distruzioni», ma quella «della comunione che conduce alla pace». Un appello risuonato con forza nella mattina di giovedì 21 giugno, durante la preghiera ecumenica che ha scandito il primo appuntamento pubblico del viaggio papale nella cittadina svizzera in occasione dei settant’anni di vita del Wcc.La meditazione di Francesco ha preso spunto dall’invito di san Paolo a «camminare secondo lo Spirito» per ricordare che le divisioni tra cristiani continuano oggi a essere uno «scandalo» per il mondo.

«Solo insieme si cammina bene» ha assicurato il Papa. E «camminare — ha aggiunto — esige una conversione continua di sé», perché comporta il rifiuto della mondanità e la scelta della logica del servizio e del perdono. Si tratta, insomma, di «calarsi nella storia col passo di Dio: non col passo rimbombante della prevaricazione, ma con quello cadenzato da un solo precetto: amerai il prossimo tuo come te stesso».

Il Pontefice ha osservato come nel corso della storia le divisioni tra cristiani siano avvenute spesso proprio perché «alla radice, nella vita delle comunità, si è infiltrata una mentalità mondana: prima si alimentavano gli interessi propri, poi quelli di Gesù Cristo». Il vero ecumenismo, invece, è destinato a progredire solo se «rifiuterà ogni ripiegamento autoreferenziale», rinunciando anche a tutelare «gli interessi delle proprie comunità, spesso saldamente legati ad appartenenze etniche o a orientamenti consolidati, siano essi maggiormente “conservatori” o “progressisti”».

Un modo di lavorare «in perdita», ha ammesso il Papa. Ma «si tratta di perdita evangelica», perché «salvare il proprio è camminare secondo la carne», mentre «perdersi dietro a Gesù è camminare secondo lo Spirito».

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