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ATTUALITÀ POLITICA | mercoledì 13 giugno 2018, 09:51

Marianne VdA: Maria Luisa Russo (M5S), Partecipare per cambiare

Il rinnovo del Consiglio Valle ha portato all’elezione di cinque nuove consigliere regionali. Ognuna di loro la si può considerare una Marianne della nostra Petite Patrie. Noi vogliamo conoscerle fuori dalla polemiche della campagna elettorale e scoprire i loro progetti.

Maria Luisa Russo, nata ad Aosta 45 anni fa, diploma di maturità presso il liceo classico XXVI Febbraio di Aosta, laurea quinquennale in Psicologia presso l’Università degli Studi di Torino nel 2000. Dal 2002 al 2016, Responsabile, per una società cooperativa sociale di Aosta, della progettazione/gestione di servizi socio-assistenziali per minori e anziani gestiti per conto di comuni e comunità montane.

Dal 2016 ad oggi, Responsabile del Sistema di Qualità Integrato secondo le norme UNI EN ISO 9001, 14001 e 22000, che obbligano le società che si certificano a rispettare precisi requisiti cogenti e regolamenti internazionali nell’erogazione dei servizi. Svolge inoltre attività di Counseling per le famiglie ed i genitori di minori che affrontano momenti di difficoltà. Alle elezioni regionali si è candidata ed è stata eletta con 451 voti di preferenza nella lista del Movimento 5 Stelle.

Marianne è il simbolo della Repubblica francese e della libertà femminile ma non solo. Si sente un po’ Marianne della Valle d’Aosta?

“Affermare di sentirmi la Marianne della Valle d’Aosta mi pare esagerato! In comune con Lei ho certamente il voler essere e sentirmi protettrice e spero nutrice della nostra Regione”.

A parte le battute, perché si è candidata?

“Mi sono candidata perché ritengo che il cambiamento sia indissolubilmente legato alla partecipazione, partecipazione che, per me, questa volta ha assunto il significato non solo di andare a votare (come ho sempre fatto), ma anche di mettermi in gioco in prima persona, contribuendo attivamente alla stesura del programma del M5S, all’organizzazione e alla partecipazione diretta alla campagna elettorale. Mi sono candidata ad essere portavoce dei cittadini in Consiglio regionale: questo è il mio principale mandato”.

Ha un’idea di chi è il suo elettore tipo?

“Chi mi ha votato ha scelto di essere rappresentato da una persona pulita, onesta, fuori dalle logiche e dai giochi attuali della politica, che potrà portare entusiasmo, serietà e impegno nei lavori consigliari. Inoltre il mio attuale lavoro, centrato sulla gestione/organizzazione di servizi per i minori, mi ha permesso di entrare in relazione con molti dipendenti e numerosissime famiglie, testimoni di una modalità di lavoro centrata sulla comprensione ed il rispetto della globalità della persona”.

Come giudica la condizione femminile in Valle?

“Gli aspetti della condizione femminile per cui mi impegnerò nei 5 anni di lavoro in Consiglio saranno certamente la promozione della cultura del rispetto dei diritti umani fondamentali e delle differenze di genere nelle scuole e nelle istituzioni del territorio valdostano nell’ottica di prevenzione culturale, la condanna di ogni forma di violenza contro la donna e i minori e l’attuazione di politiche serie a tutela della maternità in ambito pubblico e privato e a sostegno del lavoro e della famiglia”.

Perché così poche donne elette?

“Vi sono ancora poche donne elette perché la politica, nonostante siamo nell’anno 2018, è ancora culturalmente appannaggio degli uomini, a livello locale ma anche a livello nazionale, a parte l’eccezionalità della percentuale di donne nell’attuale Consiglio dei Ministri. Io intendo la Politica come interesse per la mia Polis e tale impegno non ha connotazione/interesse di genere. Con i “miei colleghi maschietti” del Consiglio sarò semplicemente me stessa e porterò contenuti e proposte da  cittadina della Regione Valle d’Aosta”.

Come è cambiata la sua vita privata dopo l’elezione?

“La mia vita privata non è cambiata per nulla se non nell’organizzazione dei tempi da dedicare i miei cari e nel fatto che ho chiesto aspettativa al mio datore di lavoro per potermi impegnare totalmente nel mio ruolo di consigliera regionale”.

Se fosse eletta Presidente della Regione quali sono le cose che realizzerebbe nei primi cento giorni?

“Se fossi eletta presidente della Regione, le mie priorità sarebbero sicuramente: tagli alla spesa pubblica e ai costi della politica; garantire trasparenza negli appalti pubblici; migliorare l’accessibilità e la funzionalità del sistema sanitario al fine di decongestionare il Parini e ridurre gradualmente le liste d’attesa; puntare sull’ asse trasporti-turismo: elettrificazione della tratta Aosta-Ivrea e riduzione costi dell’autostrada per aprire le porte ad un turismo di tutto l’anno, non solo invernale ed estivo”.

Il suo  sogno nel cassetto dopo il 20 maggio?

“Contribuire, nei 5 anni di durata del mandato, ad un reale rinnovamento del sistema scolastico valdostano. Ritengo che l’istruzione sia una priorità per il futuro della nostra regione e debba quindi tornare ad avere un ruolo importante in termini di investimento; sogno una scuola di alto livello qualitativo, che presenti un’offerta ricca e completa - plurilingue, con attività sportive ed artistico- musicali da affiancare allo studio - sul modello nordeuropeo, che si avvalga dell’integrazione con il territorio e le sue realtà come associazioni sportive e culturali, scuole musicali".

La scuola prima di tutto...

"La scuola rappresenta un modello unico, non replicabile, a cui è affidato il delicato compito di formare i cittadini del domani e al quale occorre assicurare tutte le risorse necessarie al miglior funzionamento possibile”.

La nostra Petite Patrie potrà contare su di lei?

“La Valle d’ Aosta potrà certamente contare su di me, sul mio impegno, sulla voglia di studiare e documentarmi per trovare soluzioni innovative alle nostre criticità, con la chiara consapevolezza dei miei limiti che mi guideranno nel non dar mai nulla come certo e scontato”.

pi.mi.

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