ATTUALITÀ POLITICA | giovedì 24 maggio 2018 19:47

ATTUALITÀ POLITICA | venerdì 18 maggio 2018, 09:30

Sicut Dixit elettorale: Alessia Favre ‘È arrivata l’ora di decidere che futuro dare alla Valle d’Aosta’

“I Valdostani devono ricordare che una buona Amministrazione non può che essere fatta di consiglieri onesti, competenti e liberi da qualsiasi interesse di tipo personale perché il primo dovere di quei consiglieri sarà di lottare contro i compromessi e le logiche di potere che nulla c’entrano con il bene della comunità”. Il mantra di Maria Ida Viglino, esempio di democrazia , protagonista della resistenza, campionessa di autonomismo, strenua sosten itrice della Valdotanità, segna la strada politica di Alessia Favre, consigliera comunale di Saint-Pierre, già candidata alle politiche e che oggi è candidata dell’Uvp al Consiglio Valle.

Alessia Favre, perché questa nuova avventura?

“Perché sono convinta che per i movimenti autonomisti è il momento di cambiare marcia e di ripartire con una proposta politica che metta davvero al centro le esigenze dei Valdostani, anche alla luce del risultato delle elezioni politiche che non permette più indugi”.

Si spieghi...

“I Valdostani devono ricordare che una buona Amministrazione non può che essere fatta di consiglieri onesti, competenti e liberi da qualsiasi interesse di tipo personale perché il primo dovere di quei consiglieri sarà di lottare contro i compromessi e le logiche di potere che nulla c’entrano con il bene della comunità”.

Scusi, ma nella sostanza?

“È arrivata l’ora di decidere che futuro dare alla Valle d’Aosta e orientare le scelte e gli investimenti ad un obiettivo di medio e lungo periodo. Occorre in questo momento progettare per le nuove generazioni e non fermarsi al 20 maggio e occorre farlo attraverso una proposta politica seria che rivendichi benessere, lavoro e serenità ai cittadini, azioni concrete per dare seguito ad una nuova autonomia, rispetto per le istituzioni che purtroppo negli ultimi tempi sono state infangate dalla disonestà di certe persone e da certi metodi che vanno condannati”.

Quale è il progetto dell’Uvp?

“Il nostro è un progetto che può garantire prospettive di sviluppo, in termini di opportunità occupazionali, di rilancio economico, di valorizzazione delle specificità che il nostro territorio alpino ha”.

Ovvero?

“Penso agli atouts sui quali abbiamo costruito il nostro programma in ambito culturale, turistico, agricolo ad esempio. In tal senso, per il percorso lavorativo, culturale e politico che ho avuto modo di intraprendere, credo di poter contribuire con semplicità ma convinzione alla costruzione di una proposta politica rinnovata, portando un bagaglio di esperienza che ho avuto la fortuna di poter fare, non lo nego e anche per questo mi sento di dover restituire alla comunità di riferimento in ambito di politiche culturali e di sviluppo del territorio”.

Ma la classe politica ha le capacità?

“Servono persone che partendo dai valori autonomisti, che mai come ora, in un quadro politico italiano sempre più confuso, si rivelano fondamentali, sappiano guardare al futuro con la consapevolezza che la politica non deve essere un lavoro ma un servizio offerto 'a tempo' per la propria comunità e che certe logiche clientelari e disoneste vanno combattute a tutta forza”.

Ma lei come pensa di riuscire nell’impresa?

“Vorrei poter contribuire, con umiltà ma con entusiasmo, a lavorare per la Valle d'Aosta e per una gestione della cosa pubblica corretta e non personalistica, nella costruzione di progetti degni di competenza e professionalità, che dovrebbe essere alla base di ogni progetto politico”.

Che esperienza si porta dalle politiche?

“Il percorso che ho fatto nei 74 Comuni della nostra Regione durante la campagna per le elezioni politiche mi ha fatto capire, se possibile ancor più, quante persone siano ancora in attesa di importanti scelte e risposte. Mi piacerebbe almeno in parte poter dar loro una voce”.

Merci

red. pol.

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