CRONACA | venerdì 20 luglio 2018 16:45

CRONACA | lunedì 16 aprile 2018, 16:11

Negata libertà all'autista del furgone con a bordo l'esplosivo

Resta in carcere Agan Ramic, il cinquantaseienne bosniaco arrestato venerdì scorso al traforo del Monte Bianco dopo che nel furgone che guidava sono stati trovati nascosti 2,4 chili di tritolo. Lo ha deciso il gip di Aosta, Giuseppe Colazingari, al termine dell'interrogatorio di garanzia che si è svolto nella casa circondariale di Brissogne e che è durato oltre due ore. Il giudice ha inoltre convalidato l'arresto.

Davanti al pm il bosniaco aveva respinto le accuse, sostenendo di essere "vittima della criminalità dell'est europeo". - "Il mio assistito ha confermato le dichiarazioni che aveva reso" durante l'interrogatorio di venerdì. Lo ha detto dopo l'udienza di convalida Laura Marozzo, avvocato difensore di Agan Ramic. "Ora - aggiunge - dobbiamo aspettare che gli inquirenti facciano le indagini. Lui ha dato dei buoni spunti di lavoro, delle indicazioni importanti". Secondo l'arrestato, infatti, si tratterebbe di una 'vendetta' nei suoi confronti da parte di gruppi criminali dell'est Europa che lui stesso aveva denunciato. Le indagini del pm Luca Ceccanti, sotto l'egida del procuratore capo di Aosta Paolo Fortuna, proseguono anche mediante richieste di rogatorie internazionali, per trovare riscontro alle dichiarazioni rese da Ramic.

Il tritolo, insieme a due detonatori, era stato trovato nascosto nel vano dell'autoradio dai poliziotti della questura di Aosta, dopo una segnalazione giunta ai colleghi di Milano. Una volta fermato, Ramic non si era mostrato particolarmente colpito dall'accaduto. L'uomo è presidente della Onlus Bosna, "un'associazione umanitaria che si occupa di trasportare ex profughi e materiale per questi ex profughi, dalla Francia alla Bosnia e viceversa", aveva spiegato il suo avvocato. Venerdì, partito da Annecy, era diretto in Bosnia con a bordo quattro passeggeri, interrogati e risultati estranei alla vicenda.

All'uomo, che ha doppia cittadinanza (francese e bosniaca) la procura di Aosta contesta la detenzione e introduzione nello Stato di esplosivi.

ansa-rava

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