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FEDE E RELIGIONI | martedì 13 marzo 2018, 09:30

PAPA: I rischi della paura

Non bisogna cedere alla paura nei confronti di «chi è straniero, diverso da noi, povero», trattandolo «come se fosse un nemico». Lo ha detto Papa Francesco nel discorso pronunciato durante la celebrazione della Parola presieduta domenica pomeriggio, 11 marzo, nella basilica di Santa Maria in Trastevere, in occasione del cinquantesimo anniversario di fondazione della comunità di Sant’Egidio.

Il Pontefice ha dapprima ascoltato le testimonianze di quattro rappresentanti dei vari campi di impegno dell’istituzione nata a Roma nel 1968.

Particolarmente toccante quella di Jafar, quindicenne palestinese in fuga dalla Siria, che ha presentato la mamma Rasha, la quale è stata ferita agli occhi per proteggere il suo fratellino Omar durante un bombardamento nel campo profughi di Yaromuok, alla periferia di Damasco, dove il ragazzo è nato. «Oggi io sono gli occhi di mia madre», ha detto il giovane suscitando la commozione dei presenti. Da parte sua il Pontefice ha offerto una riflessione incentrata sul fatto che «il mondo è abitato dalla paura».

Di più, ha chiarito, «il nostro tempo conosce grandi paure di fronte alle vaste dimensioni della globalizzazione». Al punto che «l’atmosfera di paura può contagiare anche i cristiani», ha aggiunto. Eppure nelle comunità cristiane, ha osservato il Pontefice, c’è anche chi si impegna pregando e operando per la pace, proprio come fanno alla Sant’Egidio. Da qui l’invito a pensare «ai dolori del popolo siriano, l’amato e martoriato popolo siriano, di cui avete accolto in Europa i rifugiati tramite i “corridoi umanitari”.

Com’è possibile che, dopo le tragedie del ventesimo secolo, si possa ancora ricadere nella stessa assurda logica?», si è chiesto Francesco. La risposta è nella parola del Signore, che — ha spiegato — «è luce nel buio e dà speranza di pace; ci aiuta a non avere paura anche di fronte alla forza del male». E poiché essa, ha concluso il Papa rivolgendosi direttamente ai membri della comunità, «vi ha protetto in passato dalle tentazioni dell’ideologia e oggi vi libera dall’intimidazione della paura», occorre «amare e frequentare sempre più la Bibbia. Ognuno troverà in essa la sorgente della misericordia verso i poveri, i feriti della vita e della guerra».

E il tema dell’accoglienza è stato ripreso dal Pontefice lunedì mattina, 12 marzo, durante l’udienza a un gruppo di parlamentari e politici della provincia di Marsiglia, accompagnati da alcuni vescovi. A loro Francesco ha chiesto di non rassegnarsi alla «disparità sociale» esortando a lavorare per favorire una «cultura dell’incontro» e «una conversione ecologica integrale».

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