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FEDE E RELIGIONI | venerdì 12 gennaio 2018, 11:47

Ivana Debernardi la professoressa consacrata al servizio della Diocesi

Ivana Debernardi (foto di Andrea Pieretti)

Ivana Debernardi, 34 anni,professoressa di matematica e fisica, sabato 6 gennaio, alle 15, nella cattedrale di Aosta, è stata consacrata dal vescovo di Aosta, mons. Franco Lovignana, nell’Ordo Virginum, prima valdostana nella diocesi.

Spiegando le ragioni della sua scelta, in un’intervista pubblicata dal Corriere della Valle, Ivana (nella foto di Andrea Pieretti) dice: “Ho fatto i miei studi universitari. Volevo insegnare matematica e fisica e quella prima vocazione era abbastanza chiara fin dalle superiori. Finita l’Università: sette anni, compresa la Sis mi rendevo conto che volevo insegnare ma l’inquietudine esistenziale mi portava anche a dirmi che fare l’insegnante non rispondeva alla domanda chi sono io? Per che amore sono chiamata a scommettere la mia vita?

Ero molto in ricerca e a quel punto mi è sembrato chiaro, inevitabile, prendere e partire. Non era ancora il momento per tornare ad Aosta. Avevo bisogno di capire chi ero al di là del mio contesto, della mia famiglia, ma anche della parrocchia, del mondo musicale dove ero inserita al 100%. E poi mi è arrivato in aiuto Taizé”.

Parlando della sua scelta ha raccontato a Fabrizio Favre, Direttore del Corriere della Valle dell’Ordo Virginum che l’ha intervista, ha raccontato: "Tutto è partito da una domanda: ma Aosta è ancora un punto di passaggio o può essere la risposta? E continuando a sentire questa chiamata a vivere come consacrata è già stato chiaro nel ritiro che al mio ritorno dovevo andare a raccontare quello che sentivo al vescovo. Se la Chiesa è Madre io non voglio vivere al di fuori di lei. Non potevo che fare così. Inizialmente ne ho parlato con un sacerdote: è stato il primo a citarmi questo Ordo Virginum che io non conoscevo. Ho cercato su internet e sono finita sul rito di consacrazione. Ammetto che c’erano degli aspetti che rispondevano già a qualcosa che stavo vivendo. Nel settembre 2016 sono poi andata dal vescovo e anche lui mi ha parlato dell’Ordo. Ho scoperto così che non soltanto questa forma di vita consacrata era da lui conosciuta, ma che gli stava a cuore e di conseguenza stavamo dialogando su qualcosa che era un desiderio comune. Il vescovo mi ha suggerito di leggere la nota pastorale predisposta dalla Cei e sono rimasta stupita perché tutto quello che era scritto era proprio quello che stavo vivendo ma soprattutto che desideravo vivere. Era come ritrovarsi con qualcosa che sentivi essere per te. Grazie a questo tipo di vocazione avevo l’impressione che i pezzi si mettessero insieme. Mi sono poi messa in contatto con don Paolo Ripa, un sacerdote salesiano di Torino che segue queste particolari vocazioni, e così alla fine del 2016 è iniziato il mio cammino”.

COS’È L’ORDO VIRGINUM  

La consacrazione nell’Ordo virginum è la scelta di vivere per tutta la vita la verginità “per il  regno dei cieli”. Essa non comporta un distacco dalle forme del vivere che sono comuni nel  contesto sociale in cui ciascuna consacrata è inserita. Le donne che ricevono questa consacrazione  vivono in appartamenti o case private, sole, con i famigliari e in taluni casi con altre vergini  consacrate. Svolgono un’attività lavorativa e si mantengono da  sole.

La consacrazione avviene nella diocesi di appartenenza mediante un rito che nasce nei primi  secoli della Chiesa, ripristinato dopo il Concilio Vaticano II. Nel Rito di consacrazione, celebrato  dal Vescovo diocesano, la candidata emette il “proposito di castità”, che comporta l’impegno di  vivere in castità per tutta la vita, per amore di Cristo, rinunciando al matrimonio. In questo modo, la consacrata diventa segno profetico ed escatologico dell’amore della Chiesa vergine e sposa di  Cristo.

Ciò si realizza secondo i  carismi personali di ciascuna e in vari ambiti professionali, sociali  ed ecclesiali.  Attraverso il dialogo e il confronto con un accompagnatore spirituale e con il Vescovo  diocesano ciascuna individua le  modalità concrete con cui realizzare il proprio servizio alla Chiesa,  definendo una propria regola di vita personale.

Non ci sono infatti Regole o Costituzioni comuni a  tutte le consacrate. Ordinariamente le consacrate non vivono in comunità e non indossano abiti o  segni distintivi. Il riferimento  al Vescovo diocesano ha inizio già nel tempo della formazione che  precede la consacrazione, e prosegue nel corso degli anni. Oltr e al Vescovo, ci sono figure di  riferimento come l’eventuale delegato del Vescovo e l’accompagnatore spirituale.

Non ci sono  figure come la superiora, ma ci possono essere donne consacrate che accompagnano il cammino di  altre donne, in modo concordato e in uno stile fraterno e paritario. I consigli evangelici di povertà e  obbedienza vengono vissuti con modalità che ciascuna verifica assieme al proprio accompagnatore  spirituale ed al Vescovo, a seconda delle diverse condizioni di vita.

Non esiste una spiritualità  propria dell’Ordo virginum in modo analogo alla spiritualità francescana, domenicana o altro, ma  ogni consacrata nutre la propria fede attingendo alla ricchezza del Rito di consacrazione, lasciandosi  interrogare e sostenere dalla vita stessa della comunità cristiana in cui è inserita.

Durante la  consacrazione le vergini ricevono l’anello e il libro della Liturgia delle ore; si può ricevere anche il  velo e/o altro segno secondo le usanze e le consuetudini approvate. Il testo più importante per  conoscere l’Ordo virginum è il R ito di consacrazione e le sue introduzioni.

C’è poi il Codice di  Diritto canonico al can. 604 e i testi che lo commentano. Inoltre va citato il numero 7  dell’Esortazione apostolica post-sinodale Vita consacrata, dove è esplicito il riferimento all’Ordo  virginum.

Ne parla anche il Catechismo della Chiesa Cattolica (nn. 922-923-924) – testo tratto da www.camilliani.org.

pi.mi.

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