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ECONOMIA | venerdì 12 gennaio 2018, 10:58

Anche nel 2018 criticità per l’edilizia ma segni positivi da altri settori

Continua il momento favorevole delle esportazioni e l’accelerazione dell’attività di investimento iniziata nel 2017 sia per quanto riguarda le sostituzioni che per gli ampliamenti

Dalla rilevazione del 1° trimestre 2018 sul 36% delle imprese intervistate - escluse quelle del settore dell’edilizia - emerge un contenuto miglioramento generale delle attese delle imprese, pur in presenza di una lieve flessione di alcuni indicatori relativi al settore manifatturiero.

Infatti, spiega una nota di Confindustria VdA, si consolida il tasso di utilizzo della capacità produttiva, ormai stabilmente attestato su un valore non lontano dai livelli pre-crisi. “Il generale miglioramento dell’economia nazionale – commenta Paolo Giachino, Presidente di Confindustria Valle d’Aosta - sembra infondere un maggiore ottimismo anche nelle imprese valdostane”.

Sottolinea ancora Giachino (nella foto): “Continua il trend positivo del commercio estero e degli investimenti, anche se i margini delle imprese restano sotto pressione. Fondamentali saranno anche nel 2018 gli investimenti legati all’industria 4.0 determinanti per il recupero di competitività delle nostre aziende”.

Più in generale l’analisi di Confindustria rileva che un segnale di fragilità viene dalla riduzione, seppur contenuta, della produzione e conseguentemente dei nuovi ordini. Questo rallentamento delle attese è attribuibile soprattutto alle imprese legate al settore dell’edilizia.

La composizione del carnet ordini risulta complessivamente migliorata, ma resta ancora sbilanciata nel breve periodo per le imprese manifatturiere. Confindustria definisce “incoraggianti i dati relativi all’andamento degli incassi ed ai giorni medi di pagamento, mentre si mantengono stabili le attese sull’occupazione nonostante un lieve aumento del ricorso alla CIG da attribuire al settore manifatturiero”.

Si indeboliscono le attese sulla produzione che scendono al 15,91% rispetto al 21,62% del trimestre precedente, questa riduzione è imputabile alle imprese manifatturiere, soprattutto per le attività correlate al settore dell’edilizia. Analogo andamento è riscontrabile nei nuovi ordini che si affermano ad un valore pari al 13,95% (19,44% nel quarto trimestre 2017 e 15,38% nel primo trimestre 2017).

Gli ordini export proseguono la fase positiva in atto da alcuni trimestri raggiungendo una quota pari al 33,33%, +18,33 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. Si rafforza l’attività degli investimenti che, rispetto al trimestre precedente, registra un incremento di 7,47 punti percentuali per gli ampliamenti arrivando al 23,26% (15,38% nel primo trimestre 2017) e rimane allineata per quanto riguarda le sostituzioni attestandosi al 34,88% (34,21% nel quarto trimestre 2017 e 35,90% nel primo trimestre 2017). Questa tendenza positiva riguarda entrambi i settori analizzati.

Costante, anche se ad un valore elevato, il grado di utilizzo degli impianti che, in linea con il 2017, si stabilizza a quota 67% (-0,5 punti percentuali rispetto al trimestre precedente e -1,33 punti rispetto al 2017).

Migliora complessivamente la situazione del carnet ordini: si riduce la percentuale di imprese che hanno ordini garantiti da uno a tre mesi (da 51,61% del terzo trimestre precedente al 39,47%) provocando un lieve rialzo degli ordini inferiori ad un mese (18,42% contro il 16,13% del quarto trimestre 2017), ma un contestuale miglioramento della percentuale di ordini superiori ai tre mesi (da 32,26% a 42,11%).

Questa tendenza è riscontrabile sia nel settore manifatturiero che in quello dei servizi, si evidenzia, tuttavia, che le imprese del terziario dichiarano di non avere ordini inferiori ad un mese.

Il quadro occupazionale del primo trimestre 2018 rimane pressoché invariato rispetto al trimestre precedente (-0,37 punti percentuali), le previsioni permangono in terreno positivo attestandosi al 2,13%. Confindustria sottolinea che il 77% delle imprese intervistate prevede di mantenere invariati gli attuali livelli occupazionali. Le valutazioni più positive sono espresse dal settore dei servizi.

Il ricorso alla Cassa Integrazione registra un leggero aumento (+2,15 punti percentuali rispetto al trimestre precedente) anche se, ad oggi, il 95,35% delle imprese del manifatturiero intervistate dichiara di non fare ricorso a questo ammortizzatore sociale.

red. eco.

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