Le Messager Campagnard | lunedì 25 giugno 2018 19:27

Le Messager Campagnard | giovedì 11 gennaio 2018, 17:27

Dai piccoli Comuni le eccellenze agroalimentari

Il 92% delle produzioni tipiche nazionali nasce nei comuni italiani con meno di cinquemila abitanti.

E’ quanto emerge dallo studio Coldiretti/Symbola su “Piccoli comuni e tipicità” presentato l’11 gennaio 2018 dalla Coldiretti e dalla Fondazione Symbola a Roma, a Palazzo Rospigliosi, in occasione dell’apertura dell’anno nazionale del cibo italiano nel mondo.

Il rapporto vuole raccontare un patrimonio enogastronomico del Paese custodito fuori dai tradizionali circuiti turistici, che potrà ora essere finalmente valorizzato e promosso grazie alla nuova legge n. 158/17, a prima firma Realacci, con misure per la valorizzazione dei Piccoli Comuni.

Un sistema virtuoso che rappresenta ben il 69,7% dei 7977 comuni italiani e in cui vivono poco più di 10 milioni persone, secondo l’analisi Coldiretti/Symbola. Il Piemonte è la regione con il maggior numero di Piccoli Comuni (1067) seguito dalla Lombardia (1055), ma è naturalmente la Valle d’Aosta a registrare in percentuale la più alta densità di centri sotto i 5mila abitanti sul totale regionale.

Ben 270 dei 293 prodotti a denominazione di origine (Dop/Igp) italiani riconosciuti dall’Unione Europea hanno a che fare con i Piccoli Comuni che, nel dettaglio, garantiscono la produzione di tutti i 52 formaggi a denominazione, del 97% dei 46 olii extravergini di oliva, del 90% dei 41 salumi e dei prodotti a base di carne, dell’89% dei 111 ortofrutticoli e cereali e dell’85% dei 13 prodotti della panetteria e della pasticceria. Ma grazie ai piccoli centri è garantito anche il 79% dei vini più pregiati che rappresentano il Made in Italy nel mondo.   Un patrimonio conservato nel tempo dalle 279mila imprese agricole presenti nei piccoli Comuni con un impegno quotidiano per assicurare la salvaguardia delle colture agricole storiche, la tutela del territorio dal dissesto idrogeologico e il mantenimento delle tradizioni alimentari.

“Nella realtà valdostana, il senso di appartenenza territoriale e l’impegno per la custodia dei valori e della cultura alla base dei prodotti tipici – evidenzia Richard Lanièce direttore di Coldiretti Valle d’Aosta presente a Roma per l’evento – sono da sempre elementi caratterizzanti della comunità locale e del lavoro degli imprenditori agricoli. La nuova legge rappresenta, grazie al riconoscimento anche giuridico del valore economico, sociale ed ambientale dei piccoli comuni, un’ulteriore opportunità per rilanciare e sviluppare i piccoli comuni ed il loro tessuto imprenditoriale”.

kappaemme

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